Valle Intelvi: un PLIS per salvare il paesaggio?

Valle Intelvi: un PLIS per salvare il paesaggio?
“la scommessa del plis é che servono le idee buone”

Pellio Intelvi, giovedì 03 luglio 2014
Alle 21 di ieri sera probabilmente in molti si sono stupiti di quanta gente avesse risposto all’invito di Legambiente che sarebbe andata in questa occasione a presentare il PLIS Valle Intelvi.
Nella sala civica “Romeo Lanfranconi” posta lungo la provinciale tra San Fedele e Lanzo, il pubblico si accalcava ancora per entrare.

Ma partiamo dalla fine: la scommessa del PLIS é che servono le idee buone, se non ci sono i PLIS non servono a nessuno“.

E’ questa la chiusura di Vittorio Cogliati Dezza (presidente Nazionale di Legambiente) che può racchiudere in una frase la serata.
Era rimasto chino sugli appunti per circa due ore prima di intervenire con la sua relazione, abbastanza breve ma efficace; con accento tipicamente capitolino poco prima aveva anche chiesto retoricamente al pubblico per poi rispondere: “il PLIS può diventare uno strumento utile? Può funzionare o non funzionare a seconda di come lo si usa, se dovete pensare allo sviluppo del paese con gli strumenti del passato, lasciate perdere, non lo fate più!“.

Riferendosi poi ad alcuni interventi dal pubblico precedenti, in particolare quello di Mario Lanfranconi presidente del CAI locale, il quale aveva chiesto “quali risorse per la valle il plis porterà? Servono interventi economici per restaurare strutture montane“; Dezza aveva aggiunto a quanto sopra citato: ” i PLIS non portano economie (intese come investimenti da amministrare-ndr), i soldi, nel passato, gli abbiamo già persi tutti, le cose oggi non funzionano più come nel ‘900, oggi quello che non funziona più é il gigantismo delle grandi opere (…) il consumo condiviso é il futuro“.

Tornando all’inizio della serata, l’introduzione di Ferruccio Spazzi che ha osservato o chiarito che inizialmente l’idea era quella di collaborazione con il vicino e confinante Parco Svizzero del monte Generoso ma “per gli svizzeri il parco é riserva integrale, da noi non é così il PLIS“.

Dopo un breve intervento di Barbara Meggeto di “Goletta dei Laghi”, che per l’occasione ha espresso alcuni dati di non balneabilità e stato di salute del Ceresio, la parola è poi andata al referente locale del circolo “Laura Scotti” di Legambiente Valle Intelvi, Giuseppe Spazzi, il quale dopo il benvenuto ai presenti ha lasciato all’esposizione di Mario Marzorati, responsabile dei parchi di Legambiente Lombardia.

Un esposizione a tratti interessante, abbastanza prolissa ma senza mai perdere l’attenzione del pubblico.
Marzorati ha definito chiaramente (come anche l’agronomo Dante Spinelli che è in seguito intervenuto) che un PLIS non impone nuove regole ne le cambia (come dire: quelle che esistono ora ci saranno anche dopo – ndr), dove si può cacciare si continuerà a cacciare, dove non si può resterà il divieto (tanto come esempio).
Punto importante secondo tutti i relatori, è una più salvaguarda del paesaggio, quindi un veto agli abusi ed alle speculazioni edilizie, al consumo del suolo come avvenuto negli anni passati (ma anche sino ad oggi), citando l’esempio del Lago di Como.

Siamo molto perplessi su questo passaggio (ndr), nonostante alcune “rassicurazioni” a fine della serata.
Approfondiamo questa riflessione perché crediamo sia un punto importante.
Se un PLIS (cos’è un PLIS?)non immette nuove regole ma semplicemente si adegua alle già esistenti, come si può pretendere, nel caso alcune aree siano già programmate per una edilizia (diciamo non necessaria), che queste siano salvaguardate? O che punr non essendo programmate, non vengono per comodo modificate?
Questa perplessità ci nasce anche e soprattutto per alcuni esempi di PLIS molto vicini alla nostra realtà; in particolare il Parco della Val Senagra (o Sanagra) sul quale permangono (nonostante “parco”) delle pressioni che vanno in tutt’altra direzione alla salvaguarda ambientale, basti pensare ai continui tentativi (l’ultimo in occasione della tentata fusione “Menaggio & company”) di far passare l’idea ed il progetto di una strada Plesio-Grandola, che nasconde a nostro avviso sotto “l’esigenza di una strada alternativa e più veloce verso la Val Menaggio-Porlezza” in realtà la possibilità di poter edificare in seguito lungo quella carrozzabile, nel PLIS Senagra.

Come scrivevamo poc’anzi, siamo stati “rassicurati” che nel caso le amministrazioni locali, per motivi vari, decidessero di edificare lo stesso all’interno di un PLIS, questo comporterebbe un “rimborso economico” che andrebbe a “compensare” quel danno paesaggistico (di cui stiamo ipoteticamente parlando).
Questo iter e questa “compensazione economica” servirebbe a scoraggiare eventuali operazioni edilizie speculative.
Purtroppo tali rassicurazioni non ci assicurano (scusate il gioco di parole) ed alcune perplessità ci rimangono. Per via del fatto che abbiamo assistito negli anni passati, proprio sul nostro territorio, a speculazioni portate da grandi gruppi immobiliari e/o finanziari, i quali, a volte, non hanno grossi problemi a “compensare” ed altre volte ancora, trovano sulla strada degli amministratori, lasciateci dire, “troppo ingenui” che a fronte di “compensazioni varie” hanno svenduto il territorio (stiamo sempre parlando di cronaca non legata alla Valle d’Intelvi ma molto vicina ad essa). Non per ultimo il fatto che le compensazioni come ci spiega la naturalista Anna Bocchietti (presente in sala) “le opere di compensazioni sono obbligatorie per tutte le nuove edificazioni, non solo per edificazioni in ambito plis“.

Più o meno le domande del pubblico sono proprio state indirizzate su richieste di chiarimenti riguardanti la regolamentazione, sull’edilizia, sulla caccia, qualcuno preoccupato sul taglio del proprio bosco; ma come già scritto sopra, Marzorati e Spazzi, hanno ribadito il concetto delle “regole già esistenti”; in sostanza non cambierà nulla.

La serata si è poi conclusa con un appoggio simbolico al progetto da parte del sindaco di Lanzo Enrico Manzoni, il quale ha dichiarato: “premesso i diritti di tutti i cittadini, vi do il mio appoggio“.
Anche da parte delle Comunità Montane Lario Intelvesi, presenti con alcuni rappresentanti, l’appoggio a collaborare su questo percorso sembra esserci.

Giuseppe Spazzi di seguito ci ha poi promesso una ulteriore serata informativa che possa tenersi dopo l’estate, magari in Tremezzina.
Ci auguriamo che in quella occasione si possa avere qualche idea più chiara anche sugli esatti confini territoriali di questo PLIS, cosa che per ora, ci è sfuggita.

© Giovanni Salici
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One Response to “Valle Intelvi: un PLIS per salvare il paesaggio?”

  1. […] un anno fa, assistetti ad un incontro per la creazione di un nuovo PLIS (come spiego nell’articolo dedicato il PLIS non toglie e non mette nulla di più o di meno al territorio rispetto allo…); in quella sede e pure successivamente notai una forte spinta di Legambiente nel voler creare […]

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