Frida Kahlo, Oltre il mito.

L’artista messicana al MUDEC di Milano
dal 1 febbraio al 3 giugno 2018

di Laura Tirinzoni

Frida Kahlo al Museo delle Culture di Milano

Milano, giovedì 31 gennaio 2018
Sono due gli aspetti che mi attraevano di questa mostra ancor prima di visitarla: la personalità dell’artista e i suoi dipinti. Entrambe le questioni erano invitanti.

La donna artista Frida Kahlo ha catturato la mia attenzione innanzitutto perché donna. Non è usuale una mostra dedicata ad una donna e non mi sembra una scelta casuale da parte del MUDEC in un momento in cui numerosi sono i dibattiti su temi quali, ad esempio, la violenza di genere. In realtà la mostra, “oltre il mito“, intende superare la visione del lavoro dell’artista messicana derivata dall’intreccio inestricabile tra la sua vita e la sua opera, vorrebbe infatti dimostrare che, per comprendere la sua poetica, è necessario spingersi al di là dei limiti della sua biografia superando il mito consolidato e alimentato dalle mode degli ultimi decenni. Intento difficile perché la donna artista Frida Kahlo si presenta già da sé interessante a partire dalla sua biografia o forse, dovrei meglio dire, per la sua personalità, per il modo in cui ha fronteggiato le vicissitudini che le sono capitate vivendo. Una vita naif, come la sua arte, ricca di colori vivaci e di simbolismi. Ha avuto un’esistenza breve e certamente molto tribolata (ma chi non ha tribolazioni?), ma quello che colpisce e che fa la differenza è il suo stile di vita spiritoso, anticonformista, libero di spirito e di mente, nonostante la gabbia fisica che la malattia le ha imposto. Il desiderio di voler rompere gli schemi del sistema in cui siamo ingabbiati ci fa appassionare, anche con un po’ di invidia, a questa piccola folkloristica donna messicana che con disinvoltura è stata incurante dei numerosi condizionamenti culturali e sociali. Frida viene descritta come una donna indipendente, passionale, riluttante verso ogni convenzione sociale, politicamente impegnata, che sembra non essersi negata nulla di ciò che il suo cuore le suggeriva di fare in tutta libertà.

Piace l’opera artistica intimista, fatta di cose quotidiane e di elementi autobiografici. Frida non propone un’arte moderna e contemporanea difficile da comprendere, riesce invece ad essere popolare, comprensibile e accessibile ai più perché esprime in modo chiaro e diretto i propri sentimenti.

Le sue immagini sono intrise di ciò che le sta più vicino: se stessa, le proprie fattezze. Spicca la solitudine che a tratti è interrotta dalla compagnia di animali, piante e bambole. Nei suoi dipinti uomini e animali condividono le gioie e i dolori della vita. Ritrae e, al tempo stesso, sublima la crudezza e le gioie che ha vissuto in un modo talmente spontaneo che è disarmante. Gli episodi drammatici della sua vita sono continuamente rappresentati: l’incidente in autobus, la relazione tormentata con Diego Rivera, uomo che ha sposato due volte, la disillusione di poter diventare madre di un figlio mai nato.

L’autoritratto è la sua scelta prediletta, probabilmente perché capace di amor proprio, sicuramente perché costretta dalla malattia a trascorrere lunghi periodi in solitudine e, per questo motivo, ha trascorso molto tempo sdraiata nel proprio letto con uno specchio sul soffitto che le permetteva di guardarsi e di ritrarsi.

Viva la vida!

Frida Kahlo al MUDEC di Milano, Museo delle Culture, viene proposta con una esposizione antologica di 318 opere comprensive di dipinti, disegni, documenti, lettere e fotografie.

Mostra curata da Diego Sileo che conta molte opere inedite in un allestimento che è il racconto di una donna artista che parla di sé, della propria cultura, del proprio essere donna, della sua terra, del suo impegno civile e del suo dolore affrontato con coraggio e con grande capacità di resilienza. Sono proprio questi i temi che la mostra vuole suggerire al visitatore: Donna, Terra, Politica e Dolore.

Immagini relative alla
mostra Frida Kahlo, “Olre l mito”, al MUDEC di Milano dal 1 febbraio al 3 giugno 2018
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Bambina con collana” e “Mariana” sono dipinti inediti esposti al Museo delle Culture in assoluta anteprima mondiale.
In questa esposizone emerge la peculiarità del MUDEC quale modello museale innovativo che attraverso un lavoro collettivo e pluriennale è riuscito ad intrecciare la funzione culturale, mission di ogni museo, con la cura delle relazioni internazionali, in questo caso con il consolato messicano, attraverso un sistema di governance che prevede una proficua collaborazione tra pubblico e privato.

L’immagine di apertura della mostra è il disegno “Le apparenze ingannano” dove Frida si mostra appena coperta da un velo trasparente che lascia intravedere le sue fattezze e la sua nudità. Proseguendo nella visita, il suo volto e il suo corpo, attraverso l’autoritratto, raccontano in continuazione la sua vita, le sue emozioni, i suoi amori e i suoi orrori. Il suo corpo è continuamente modellato da oggetti e simboli che richiamano la mitologia messicana e l’arte atzeca. Frida è diventata una figura simbolo, un punto di riferimento femminile e ha fatto del proprio corpo un manifesto.

Video relativo alla mostra Oltre il Mito Frida Kahlo al MUDEC di Milano

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Infine, nelle due lunghe vetrine curve che si affacciano sulla nuvola centrale del MUDEC, in perfetto dialogo con la mostra Frida Kahlo “Oltre il mito”, si snoda il percorso dedicato a “Il sogno degli antenati“. L’archeologia del Messico nell’immaginario di Frida Kahlo, visitabile gratuitamente. Si tratta di un ulteriore allestimento di una mostra approfondimento che esplora l’archeologia messicana attraverso un racconto fatto di oggetti archeologici ed etnografici di area mesoamericana provenienti dalla collezione permanente del MUDEC, in grado di dimostrare come il mondo indigeno e il passato precolombiano abbiano costituito elementi fondamentali della pratica artistica dell’artista messicana.

Tutte le informazioni relative alla mostra “Frida Kahlo, Oltre il mito” le trovate sul sito del MUDEC

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