la magia della notte, l’alba dei Belli, Carnevale di Schignano 2009

la magia della notte, l’alba dei Belli, Carnevale di Schignano 2009

Schignano, 24 febbraio 2009
Si è concluso verso la mezzanotte il Carnevale di Schignano, col rogo del Carlisepp, bruciato dopo i festeggiamenti, dai coscritti diciottenni del luogo. La festosa scorreiria dei Bei è iniziata prima ancora dell’alba, quando circa venti “attori” divisi in due gruppi, hanno percorso dalle 4 alle 8, le vie del paese, svegliando gli abitanti col suono delle loro campane, oggetti spesso frutto di lavorazioni artigianali artistiche. 

I Bei la mattina del martedì grasso, armati di lanterne, abbandonano (quasi tutti) il classico Butasc (il pancione) per indossare abiti più “notturni” come frac o giacche di panno dal taglio lungo a coda. L’atmosfera è particolare, sembra di entrare in un mondo a parte, il suono delle campane poste alla vita, si miscela col freddo inverno e lo intiepidisce, penetra tra i muri di questi viottoli montani, che lo trattengono, ed anche dopo il passaggio delle maschere, le pareti illuminate dalle luci verdastre dei lampioni rilasciano il rumore divenuto melodia, per ore, per giorni. La notte che aspetta il mattino si riempie dei colori degli strascichi dei cappelli adornati con oggetti preziosi, piume leggere, pupazzetti e spille di tutti i generi. Chi dorme ancora si sveglia e qualcuno si affaccia ancora assopito alla finestra per godersi questa parentesi di festa dopo il lungo inverno che scorre lento. Nessuno metabolizza questo frastuono notturno come un disturbo, anzi, questa è la voce e la melodia che rimbalza dai tempi lontani e ogni anno puntuale ritorna a segnare l’arrivo della primavera. 

E’ un tempo magico in questa terra, e questa è l’ultima notte, l’ultimo giorno di festa prima della quaresima. Con tanta pazienza e passione, questi Bei girano per ore sino ai primi azzurri che compaiono nel cielo; questa mattina è tersa. Solo qualche nube rosa si nota sulle colline intorno e sopra la chiesa di Santa Maria Assunta. Anche i Belli sono ora stanchi, avremmo percorso insieme almeno tre chilometri, loro appesantiti dalle loro campane, dai capelli adornati, dal bastone e dai pesanti stivali di pelle. Il loro “benessere” l’hanno messo a disposizione della comunità, continuando anche per quest’anno una tradizione lunga secoli di storia. E’ tempo per una pausa nella pausa del tempo. Un buon caffe al bar, anche questo gesto normale, acquista in questa mattinata un qualcosa di magico, l’incontro con la gente che si è svegliata, l’allegria di un saluto il piacere di guardarsi in volto.

i nostri Belli vanno a riposare perché a mezzodì circa, si ricomincia, lo scherno coi Brutti, le scene di strada, la Cioccia tirata per un guinzaglio, la festa, forse mai interrotta, riprende…. ed ecco la Sigurtà che anche oggi accompagnata dai Sapör controlla e apre la sfilata, dopo che nella piazza per oltre un’ora il pubblico ha assistito tra i timori e le speranze di essere coinvolto, a balli, fughe improvvise di Brutti nelle vie laterali, Bei che mostravano i loro oggetti scintillanti ed ancora Brutt che accarezzavano il pubblico con pelli di pecora….

La gente è molta oggi, ed la sfilata si allunga per quasi 200 metri, il sole riscalda il pomeriggio e come sempre Brambilla, il fornaio del luogo (dal 1892), vende ottime chiacchiere (bugie) di carnevale  e dei bignè chiamati “goccie d’oro” (ve li consiglio entrambi). C’è anche un fotografo di altri tempi, si un attore del carnevale con una giacca lunga di carta e la sua macchina fotografica con cappuccio e scatto flessibile; ma attenzione, perché dentro la fotocamera finta fatta a cassetta, ce n’è una digitale vera! 

La sfilata prosegue sul tradizionale percorso; è strano come questo carnevale si ripeta ogni anno con gli stessi rituali, le stesse figure, gli stessi interpreti, le solite scadenze, eppure ogni anno è sempre diverso, sempre travolgente, sempre come un fuoco che arde a fiamma viva. Sarà dovuto all’entusiasmo ed alla voglia di partecipazione che questa gente mette in questo evento. Magia, si lo ripeto ancora perché sicuramente di magia ve n’è molta, il piacere di condividere, la felicità di partecipare, la voglia di dimostrare a tutti l’energia vitale di questa località che potrebbe sembrare assopita durante l’anno, ma in realtà, sotto  sotto, il cuore del carnevale pulsa per 365 giorni.

© Giovanni Salici
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Ringrazio tutti gli abitanti di Schignano per la collaborazione e la disponibilità durante le riprese fotografiche, e per la loro gentilezza che dimostrano da anni.
In particolare poi grazie a Mauro Madia, Angelo Peduzzi detto il Bof, Giovanni Padovese, Michele Butti….. alla Sigurtà della sera del 21 di cui mi sfugge il nome (scusa) ed al signor Bruno Di Molobbio che ha offerto il caffe al bar Il Caminetto dopo la levataccia alle quattro di mattina.


Carnevale di Schignano – photo © Giovanni Salici
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articolo del Corriere di Como on line di domenica 22 febbraio 2009

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