Covid-19 fase 2 Siamo pronti?

Tag title:Covid-19 fase2 le regole ed indicazioni per riaprire il lavoro nel dopo Corona virus; barriere e visiere, mascherine, biciclette, potranno rendere la fase2 la ripartenza riapertura migliore o si tornerà nell’inquinamento delle città, i mezzi pubblici, le mascherine, l distanziamento sociale

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la fase 2 riparte dal riorganizzare il lavoro

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Editoriale
venerdì, 24 aprile 2020
Sembra che la cosi detta ripartenza del post Covid-19 sia alle porte. Siamo pronti? No!
Milano è in questo momento la zona più critica: contagi e positivi ancora in elevati numeri, morti ogni giorno ancora troppi, il resto della Lombardia con una situazione un po’ migliorata ma non allineata al resto d’Italia che ha subito e subisce meno, di molto.
A Milano ci si contagia ancora ogni giorno in numeri elevati. Non vengono fatti, ancora, ne tamponi a tappeto ne esami sierologici per avere dati di chi può avere gli anticorpi. Regione Lombardia ormai lo sanno anche i sassi, ha emanato l’ordinanza del volto coperto con mascherine, ma le mascherine ancora dopo 15 giorni non sono disponibili e chi le ha avute, le ha avute perchè alcuni vi han rinunciato e ne hanno avute una o due (quando la durata delle sopra citate è al massimo 10 ore continue).

In questi due mesi di chiusura totale e ancor più negli ultimi 15 giorni non è stato fatto praticamente nulla in preparazione del famoso 4 maggio. I trasporti pubblici, le compagnie, non hanno riprogrammato la fase 2, non hanno fatto le manutenzioni dei mezzi se non quella ordinaria (perchè il personale era ovviamente ridotto) ma soprattutto non hanno riorganizzato i mezzi e le zone di attesa per poter distanziare e proteggere gli utenti (passeggeri); questo anche perché, non avendo indicazioni ministeriali sull’argomento, non hanno investito denaro in una direzione ignota.
La stessa cosa vale per i locali pubblici. E’ si vero che alcuni gestori stanno cercando soluzioni come le baririere sul bancone, però non vi sono ancora a 7 giorni circa dalla riapertura, regole ministeriali o regionali che diano indicazioni certe.
Questi sono solo alcuni esempi che “fotografano” la situazione.


photo © Giovanni Salici – AGSphotoagency.eu
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mascherina in foglio di alluminio, ritratto in studio, 10 aprile 2020 AGS20200410_0064
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Come si tornerà al lavoro?
Si ventilano orari differenziati nel mondo del lavoro, ma non sono certi ne come dovranno essere differenziati ne se tutte o solo alcune categorie. Quindi i lavoratori che poi sono famiglie, non sanno come organizzarsi anche in prospettiva della gestione dei minori a carico.
I mezzi pubblici dovranno per forza organizzarsi; è impensabile che la gente si accalchi sui bus o treni come prima. Nel frattempo gli abbonati hanno perso per la maggior parte un mese di abbonamento. C’è il rischio che per muoversi in sicurezza la maggior parte opterà per il proprio mezzo privato con quindi un possibile caos di traffico che farà salire di nuovo l’inquinamento che è ormai certo sia una delle concause principali sia della diffusione sia della “preparazione del campo” (le vie respiratorie) del contagio del Coronavirus.
In un momento dove andrebbe incentivato l’uso della bicicletta mancano ancora le ciclabili e chi userà la bici rischierà peggio di prima di finire col respirare gas di scarico. Si parla di incentivi per acquisto ed uso della bici, ma se ne parla.
Le mascherine che sono sostanzialmente la sola vera protezione unite al distanziamento sociale e, non ultimo, rese obbligatorie da Regione Lombardia, come detto, mancano, quindi come accedere in sicurezza alla fase2 se mancano i dpi base per poter attenersi alle regole?

In due mesi non è stato affrontato questo problema?
Se tra una settimana circa si riaprirà (ed è molto probabile visto che già in questi giorni la tensione è più allentata e la gente è già fuori), quando ci verranno a dire come? Il primo di maggio o il 25 aprile?

Quello che emerge già a metà strada dalla tanto citata fase 2 è che la politica tutta non è cambiata ( o meglio i politici tutti perchè “la politica” è un’altra cosa e cosa seria), ma d’altra parte, forse nemmeno il popolo. Non siamo ancora usciti dalla crisi più dolorosa, la gente continua a morire ed i partiti litigano sul come chiamare un un sacco di denaro europeo da investire e a chi scaricare responsabilità e colpe di stragi di anziani nelle rsa. Si dice che ognuno ha i politici che si merita e sceglie e, probabilmente mai come ora dovremmo riflettere su questo.

Nel frattempo, speriamo che la fase 2 non preveda un ritorno di contagi e morti più pesanti del già vissuto, possibilità tra l’altro, con le premesse sopra, realistica.

… e che Dio e la Grande Madre ce la mandi buona…
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Un commento su “Covid-19 fase 2 Siamo pronti?”

  1. No non siamo assolutamente pronti, e con le regole che verranno sara’ un vero e proprio delirio, senza contare l’aumento dell’inquinamento che ne seguira’ dovuto allo smaltimento di milioni (o forse miliardi!) di guanti, mascherine, ecc…povero pianeta!

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