Davide Van De Sfroos,
lo stadio di San Siro si illumina di lago

Davide Van De Sfroos, lo stadio di San Siro si illumina di lago

Milano, 9 giugno 2017
E’ da poco terminato quel fatidico concerto che la gente del lago di Como, della Tremezzina, Valtellina e Valchiavenna (e molti altri ancora) attendeva da anni e di cui si è sottovoce parlato nei mesi scorsi. Sottovoce per non portar sfiga, via…!

Poco dopo le 18 ero fuori da un San Siro già laborioso ma senza troppa fretta, senza ressa. Una breve fila di circa cinquanta persone attendeva ad un primo controllo pre ingresso, ma i parcheggi erano liberi e le forze dell’ordine ancora poco impegnate.
La serata infatti inizia così. Con la gente ai tornelli perquisita una ad una col metal detector, con gli zaini aperti, e poi si entra nel tempio.
Il tempio di San Siro; sarà oggi come oggi più famoso per le partite di calcio o per i numerosi ed importanti concerti estivi?
Chi lo sà?!
Ma stasera entro, per incontrare il menestrello del lago, Davide Van De Sfroos all’anagrafe Davide Bernasconi, che apparirà tra un paio d’ore sul palco forse più importante ed emozionante della sua carriera.

Il colpo d’occhio iniziale che si potrae sino all’alba del concerto di DVDS non è, diciamolo pure, dei migliori. Terzo anello chiuso, il secondo starà ospitando ora non più di 1000 persone, ed il prato… percorribile in lungo e largo molto agiatamente, tanto da muovermi continuamente per alcune foto.

Sono “preoccupato”; mi aspettavo più gente devo ammetterlo. Confido in un afflusso più avanzato nel tempo ma noto che a 15 minuti dall’inizio la situazione non è comunque delle migliori, benché vi sia più gente.
Entro nel corridoio dedicato ai fotografi tra palco e pubblico e comincio a salutare alcuni fans già incontrati in altre occasioni e conoscerne di nuovi.
Ci sono due ragazze con la maglia di Schignano, striscioni di varie località milanesi, “Cernusco c’è”. Anche Roma a quanto leggo su uno stendardo. Gli svizzeri ed anche taluni francesi. Non manca lo zoccolo duro che “tifa” Como.
E poi comincia la frenetica attesa, e comincia anche ad essere più occupato anche lo stadio col secondo anello abbastanza pieno nelle tribune sino alle due curve.

E poi arriva lui, quasi all’improvviso, sorridende, uno sguardo sull’insieme, un colpo d’occhio ed un emozione e via subito con la prima canzone per non emozionarsi troppo forse.

E quella mancanza avvertita poco prima per un pubblico non “sold-out”, quello spazio lasciato vuoto viene (credetemi) riempito, in questa magica sera dei lagheè dall’energia, dalle canzoni, dalla presenza del menestrello della Tremezzina.
Si parte tra successi più o meno recenti, toccando tutta la storia di questi anni passati insieme che vengono raccolti all’interno di questo prato di San Siro. Luci, suoni, i piccoli led dei telefoni hanno ormai (aihmè) rimpiazzato le storiche e tradizionali fiammelle degli accendini (pazienza, ce ne faremo una ragione).
La musica scorre ed il tempo trascorre e Davide non lascia spazi e per quasi tre ore tre di concerto tiene banco.
Ad un certo punto ci si accorge che la sua voce non è la sola ad aver riempito le tribune e buona parte del prato, ma anche la gente è arrivata.

Immagini relative al
concerto di Davide Van De Sfroos a San Siro di Milano il 9 giugno 2017

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Salgo infine sul palco invitato da Paolo Battocchi, il manager di Davide. E’ un’emozione salire e vedere da lì l’immenso stadio, il pubblico, l’energia che vibra, udibile e visibile.
E’ la prima volta che mi capita, nonostante ormai 30 e più anni di fotografia di concerti (anche a San Siro) di poter salire sul palco di questo tempio durante un concerto.

Il Live (o Laiv) sta per concludersi ormai, all’alba di mezzanotte.
L’ultima canzone e poi i saluti al pubblico e sono lì, dietro di loro a fotografare e riprendere l’avvenimento ed il congedo. Davide si gira verso di me, colgo il sorriso di soddisfazione, l’energia, batti un cinque…. e si torna sul lago.

Chissà se vi sarà un altro San Siro per tutti noi… ?!

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