La mano dentro l’Anima

Menaggio, maledetta e malridotta sera di martedì 13 novembre 2018 h 22.10 ca

La mano dentro l’Anima
(Skye alterated vision)

In questa sera strapperei il mondo in tanti piccoli fogli di carta grigia
c’è un treno che passa ma per andare dove?
Dove porta se non in un labirinto di colori intrecciati che cadono
in un dirupo ove dimorano antenati.
Il mio castello è assalito dall’acqua che non lascia sentiero
ed i riflessi parlano solo di nubi sovrapposte, il sole non esiste più.

Le luci dell’alba sono ancora lontane ma io non so se le vedrò.

Mi innalzo sino a sentire il silenzio, solo voci di vento leggero
e nulla più, solo ricordi di gabbiani che mi osservano.

Dov’è la Terra Promessa di quel biondo fanciullo dagli occhi azzurri?
Dov’è il Giardino dove correre a piedi nudi e respirare la Vita?

Un arcobaleno si dissolve e le scogliere si alzano, è un salto lungo,
attendere, vivere o morire.

Tutto si allontana, distanzia da me, in questo forte silenzio
privo di note, solo un profumo di fumo e di terra e una luce di un faro,
che non so se vedrò!

(dedicata ai miei sentimenti)

© Giovanni Salici
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Tutti i diritti sono dell’autore


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One Response to “La mano dentro l’Anima”

  1. Dreamer ha detto:

    Autunno! Tempo di riflessioni e di nostalgia, di rimpianti e di incertezze. Tempo di tristezza. Le persone sensibili e malinconiche conoscono bene questo stato d’animo. Queste giornate di vento e pioggia, che hanno per sfondo un cielo plumbeo poi fanno sembrare tutto piu’ difficile, ci si sente improvvisamente inutili, impotenti, alla mercè della nostra stessa vita, si sente solo voglia di piangere e nulla più…Con questa poesia tu hai espresso perfettamente e in modo come al solito eccellente queste sensazioni.
    L’unica cosa da farsi quando ci si sente cosi è cercare di osservare con distacco la propria tristezza, ignorarla, snobbarla, deriderla. Non è per nulla un’impresa facile, ma bisogna sforzarsi di mettere in atto quest’idea per riuscire a vedere le luci di quell’alba che sembra cosi distante.
    Mi sento di fare questa esortazione pur essendo comunque consapevole che ogni tristezza è una storia a sè e si porta appresso pensieri unici ed esclusivi, quindi mi fermo qui.

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