pista ciclabile e parchi liberi tutti

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il nuovo inquinamento delle mascherine “rifiuti speciali”, Morbegno 08 maggio 2020
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richieste di immagini ed acquisto sia per pubblicazioni che per privati ad Archivio Fotografico Giovanni Salici

sul Sentiero Valtellina per valutare il rispetto delle regole di protezione dal Covid-19 durante la fase 2

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Morbegno, martedì 12 maggio 2020
Nei giorni scorsi abbiamo percorso più volte dei tratti della pista ciclabile e sentiero Valtellina, tra Morbegno e Colico, per verificarne l’utilizzo pubblico durante questi primi giorni di #fase2 del #Covid-19.

Abbiamo fatto un breve studio e sono emerse a nostro giudizio certamente delle criticità.

Troppa gente

Appare una frequentazione esigua durante le prime ore della mattina nei giorni feriali, che determina una certa sicurezza nel frequentare l’ambiente lungo l’Adda. La frequenza aumenta in modo consistente nella parte del secondo pomeriggio: dopo le 15.30.
In queste ore la densità è (sempre a nostro avviso) elevata considerando la situazione post emergenziale del Coronavirus.
La situazione lungo la ciclabile è particolarmente aggravata dal mancato uso di mascherine come da ordinanza (obbligatoiria) della Regione Lombardia seguita poi dal decreto del Consiglio dei Ministri. Ne risulta sostanzialmente una percentuale intorno al 50%  60% a seconda di giornate e orari, di persone che usano correttamente la mascherina sul volto coprendone anche il naso, o, in mancanza, di una copertura come sciarpa, foulard, qualcuno anche la visiera trasparente in aggiunta alla maschera chirurgica. Risulta invece un 40%  50% di persone che hanno la mascherina al polso, al collo come fosse una sciarpetta da gola, nei pantaloncini infilata alla vita dove per giunta si bagna di sudore.


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ciclisti senza mascherina e dstanze sociali non rispettate, Morbegno 08 maggio 2020 AGS20200508_0092
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Abbiamo notato che non vengono rispettate le norme che indicano attività motoria o sportiva individuale, viceversa diversi gruppi di persone (a volte distanziati a volte per nulla) che passeggiano e per poter “agevolmente” parlare ovviamente hanno la mascherina abbassata.
Amiche a spasso, gruppi di mamme con relativi passeggini, solitamente appunto senza maschera con “parlata libera”.
A proposito dei bambini, notiamo molti genitori con bimbi in bici i quali, non hanno la mascherina spesso nemmeno indossata.


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mamme con figli con mascherina indossata non correttamente, Morbegno 08 maggio 2020
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Tutto ciò è un grave problema ed una grave mancanza di rispetto per l’altrui persona.
Soprattutto nell’essere preceduto lungo la passeggiata da una persona senza copertura, in giornate non anomale, di vento, la nebulizzazione di gocce di respiro può essere facilmente trasportata a decine di metri se non superiore.
Lo stesso avviene per i ciclisti che con la scusa della “attività fisica intensa” sono in qualche modo esonerati dal portarla. Pensate ad un ciclista che vi transita accanto con una respirazione accellerata per l’attività e, sprovvisto di copertura sul viso.


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metà delle persone usa la mascherina indossata correttamente, Morbegno 08 maggio 2020
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Situazione in ambiti urbani

Abbiamo invece percorso le vie interne di Morbegno dove abbiamo riscontrato più rispetto. Meno gente nelle vie periferiche, un po’ di più in centro durate il sabato mattina ma in ogni caso con più riguardo alle distanze.
Resta il problema anche in questi termini di diverse persone con mascherina al collo anzichè indossata.
Un plauso va ad alcuni supermercati che si preoccupano di controllare anche tra gli scaffali l’assemblamento o meno di persone.

Conclusioni

Le nostre modeste conclusioni sono che purtroppo, anche alla luce dei fatti di Milano sui Navigli, l’italiano medio non è altruista e non riesce a stare all’interno di nessuna (mai) regola, anche se minima, anche se per la salute. Insomma “a posto se stesso a posto tutti
e quindi se la mascherina (chirurgica definita altruista perchè protegge gli altri da me stesso) da fastidio la si toglie e buona notte.
Parchi pubblici e piste ciclabili sono ambienti obiettivamente meno controllabili ed in assenza di controlli, l’italiano medio da il meglio (o il peggio) di se.

Fautori della democrazia e difensori della medesima, delle libertà personali sempre; ma alla luce di questa esperienza forse non resta che concludere col dubbio che l’apertura delle attività fisiche in parchi e piste ciclabili non è stata un buona idea in questa fase.
L’italiano è per indole contro le regole ed aggira le medesime.
Tanto problema sollevato sugli spostamenti dei “congiunti” poi rettificato in più semplice “affetti stabili“, tante seghe mentali su questa frase e poi in giro c’è ogni gente a fare ogni cosa senza le adeguate accortezze.

Così non va bene.

Non siamo un popolo di altruisti. A questo punto sarebbe meglio tutti con maschere filtranti (vedi articolo sulle ffp2 e ffp3) a protezione personale e non degli altri.

Al momento di chiudere questo articolo i quotidiani trattano abbondantemente la liberazione di Silvia Romano che ritorna a Milano. Vi sono delle immagini che parlano chiaro mostrando una tipica ressa di fotografi e giornalisti nella metropoli che, se non fosse per la mascherina al volto,  si direbbe d’altri tempi.
Distanziamento fisico (distanziamento sociale che dir si voglia) inesistente … e quindi la domanda che pongo è:  “a che gioco stiamo giocando?“.
 

… e che Dio e la Grande Madre ce la mandi buona…
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