Thor il cane massacrato ai Pian di Spagna

bracconaggio, follia e cattiveria,
malcostume verso l’ambiente, le ipotesi
dopo la morte di un cane pastore tedesco in Alto Lario

Sorico, lunedì 15 gennaio 2018
E’ l’ultimo capitolo della vita di un giovane pastore tedesco di cinque anni scomparso dalle vicinanze dell’abitazione la sera del 6 gennaio scorso.
Thor, il suo nome, viveva ai Pian di Spagna in via Poncetta (nella zona nord sul rettilineo che porta da Sorico a Nuova Olonio) con Desirè Colombini che lo accudiva.
Ci racconta Desirè che il cane, era stato abituato ad essere lasciato libero nelle vicinanze della casa, per esplicare i propri bisogni fisiologici, quella sera scomparve e nessun richiamo, ne ricerche, servirono. “Nei giorni successivi ho cercato invano, ho chiesto alla gente e messo volantini, ho segnalato la scomparsa“, aggiunge Desiree.

L’epilogo avviene venerdì sera scorso quando una telefonata annuncia il ritrovamento di un cane in un fosso a ridosso di Telespazio. Il ritrovamento (ben distante da via Poncetta, sul rettilineo sud) descrive il cane con i lacci di bracconaggio tipico per i cervi, un cappio al collo, avvolto prima in una coperta ed in seguito in una plastica, gettato nel fossato.
Desirè Colombini evidentemente scossa, ci descrive la scena ed aggiunge che “il cane è stato portato immediatamente dal veterinario, non per constatare una tragica morte del tutto evidente, ma per recuperare il microcip e procedere con alcuni esami tra i quali i raggi X dai quali si evidenzierà la rottura della scatola cranica di Thor“.

Le ipotesi su questo ultimo elemento sono due, secondo la stessa:
a) il cane sentitosi soffocare per via del cellophane nel quale era avvolto, per tentare di liberarsi, con le ultime forze ha continuato a muoversi freneticamente, sbattendo ripetutamente la testa contro un albero al quale era legato;
b) prima di essere buttato nel fosso, i protagonisti per ora ignoti lo hanno bastonato (o altro) per accertarsi che Thor fosse davvero senza vita.

il cane pastore tedesco ritrovato ucciso nel fosso ai Pian di Spagna

Il fatto è estremamente grave!
Per la ferocia e programmazione dell’evento, la brutalità umana del quale il nostro territorio non è escluso.
Grave in quanto solleva ipotesi su presenze losche, di bracconieri, nella Riserva Naturale dei Pian di Spagna Lago di Mezzola.

Marco Testa è il responsabile del coordinamento della Polizia Provinciale di Como, che è l’istituzione che si occupa della gestione e del controllo del territorio per quanto concerne l’ambiente e la fauna selvatica, che si sta occupando del caso. Secondo Testa l’ipotesi più plausibile è la seconda e quindi che i bracconieri o sospetti tali abbiano volutamente messo a tacere il cane prima di avvolgerlo ed abbandonarlo.
Sono in corso proprio oggi da parte degli agenti alcuni controlli all’interno della Riserva, per verificare la presenza di altre trappole, conferma il responsabile, il quale però solleva anche un’altra ipotesi (da accertarsi in seguito), cioè che il cane possa aver dato fastidio a qualcuno (magari durante il tempo) e che questi abbia colto una qualche occasione per farlo sparire.

Aggiunge Marco Testa e trova conferma nel regolamento della Riserva quale Area Protetta che “il problema dei cani sciolti è noto in tutta la zona, testimonianze anche video, documentano gruppi di cani che di notte inseguono e spingono i cervi verso la ferrovia (….) il problema è reale ed è un malcostume ai Pian di Spagna, un comportamento che va corretto! “.

Purtroppo la zona bisogna dirlo, non ha una “coscienza ambientale“(ndr), per cui animali come i cervi, la cui presenza è diffusa, invece di essere visti come una risorsa turistica (oltre che come dono della Natura) sono visti come il male assoluto da combattere, per via di alcuni “prelievi” alle piantagioni di mais.
Nonostante alcuni controlli effettuati anche di notte, non è raro notare via vai di auto nelle zone naturali interessate.

Su quest’ultima questione è d’accordo anche Testa, il quale conferma che vi sono stati, durante controlli passati, casi di violazione alle regole in tal senso, rilevate e sanzionate dagli agenti (auto che entrano in area protetta, sfanalate ai branchi di cervi ecc…).

Tornando al fatto odierno nello specifico, dove ogni ipotesi sopra espressa porta ad un reato penale, ora, si dovranno attendere i risultati delle indagini di Polizia Provinciale di Como riguardo ad ulteriori accertamenti, e, la registrazione di alcune telecamere di sicurezza di Telespazio come auspica Desirè Colombini Colombini.

Il fatto accaduto il questo inizio anno, che forse ha toccato o toccherà il cuore delle persone, speriamo possa servire anche come monito alla popolazione, affinché vengano cambiati certi comportamenti umani, che segnali anomalie all’interno delle Aree Protette ma non solo, che denunci senza omertà comportamenti scorretti di ogni genere, che aiuti nel proprio piccolo a salvare un’ambiente naturale al quale dobbiamo essere solo riconoscenti.

Perché Thor non sia morto invano….

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