una foto venuta da lontano
l’edredone

Menaggio, martedì 15 marzo 2011 h 22,00 raccontando il pomeriggio

una foto venuta da lontano
l’edredone

edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici
edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici
edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici
edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici
edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici edredone a Varenna 15 marzo 2011 photo © Giovanni Salici

edredone maschio a Varenna – photo © Giovanni Salici AGS20110315_0963

A volte i fotografi hanno lunghi viaggi, ore o giorni, davanti a loro per arrivare all’appuntamento con alcune immagini.
Altre volte invece basta prendere un treno locale, spostare l’auto di qualche chilometro, o prendere un traghetto sul Lario per trovarsi in quindici minuti a tu per tu con quella fotografia che altrimenti ti avrebbe atteso a 3000 km di distanza.
Magia della Natura, magia di alcuni che non smettono di cercare nemmeno fuori dall’uscio di casa, magia della migrazione, insomma magia!
Ed ecco che soprattutto grazie alla mia amica Isa Beau, per magia mi catapulto oltre la mie Terre, e dopo aver cercato un po’ qua e là finisco su una spiaggia accarezzata dalla fine pioggierella di questo fine inverno, dove tra i germani, spunta come d’incanto, come una preziosa pietra, un maschio di edredone, col suo becco verde la cui textura satinata mi ricorda la madreperla, la nuca altrettanto verde, il corpo bianco e nero col petto rosato, la cuffia nera che nasconde i piccoli sguardi.
Cosa ci faccia lì un edredone, anatra normalmente diffusa nel nord Europa, non lo so; forse svernante, forse di passo o forse a spasso, forse ha trovato un ambiente a lui gradito. Ma c’è una domanda che mi assilla da oggi pomeriggio: ma sto edredone, che già un nome così è particolare nonostante ritengo gli dia un’aria molto regale, ma come han fatto ad appiopparli un nome scientifico … tale “Somateria mollissima” ? Ma Linnaeus annusava troppo i selvatici?

© Giovanni Salici
All rights reserved
Tutti i diritti sono dell’autore


richieste di immagini ad Archivio Fotografico Giovanni Salici

© Giovanni Salici
All rights reserved
Tutti i diritti sono dell’autore

edredone, Somateria mollissima, common eider, Eider à duvet, Eiderente,
Scientific classification
Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Aves
Ordine: Anseriformes
Famiglia: Anatidae
Genere: Somateria
Specie: S. mollissima
Nomenclatura binomiale
Somateria mollissima
Linnaeus, 1758

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Leave a Reply


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: