la marcia coi profughi attraversa l’Italia

la marcia coi profughi attraversa l’Italia

Sondrio, lunedì 14 settembre 2015
E’ stata pressoché un successo di partecipazione in tutta Italia, la marcia delle donne e degli uomini scalzi, della quale avevamo dato l’appuntamento nell’articolo di giovedì scorso 10 settembre 2015.

Abbiamo scelto di seguire l’evento in Valtellina, svoltosi a Sondrio durante il pomeriggio di venerdì 11 settembre.
In piazza Garibaldi, sotto la statua dell’artefice dell’unione d’Italia, un segnale deciso sulla convivenza e sull’accoglienza dei profughi.
Oltre 300 persone, per una cittadina che solitamente giace un po’ sopita, come qualcuno ci confida, per una scesa in piazza pubblicizzata troppo “solo” su social network, resta un buon risultato.
Per circa mezz’ora il raduno si è svolto in una delle piazze più accoglienti della valle; la partecipazione di un gruppo di profughi africani per ora ospitati in un luogo di accoglienza a Castione Andavenno presso la Oikos, ha reso per certi versi magica, viva, emozionante, prima l’attesa, poi la marcia vera e propria per le vie del centro.

Sono stati proprio loro, coi loro canti spontanei, accompagnati dalle percussioni ritmate e continue, a comunicare quella gioia di vivere che probabilmente da tempo non riuscivano ad esprimere.
E’ stato commovente! Così come vedere insieme a loro, accompagnati da questa afro colonna sonora, il seguito di persone, coi cartelli scritti a mano, con gli striscioni delle associazioni, coi passeggini, i figli sulle spalle, le scarpe in mano…. sfilare insieme per le vie di Sondrio.
Testimonianza di voler essere incisivi, di dire no a quella parte di opinione pubblica spesso ospitata dalle emittenti televisive nazionali, di dire no a quei governi che ostacolano quello che non può essere (più) ostacolato a lungo, di dire no a quei muri che si vuole erigere in paesi dove forse la (loro) memoria storica non va lontana e si dimentica di un passato di sofferenza, ormai abituati ad una vita troppo occidentale negli aspetti più negativi.

Qualcuno per le vie ha continuato a bere il tè coi pasticcini al tavolo di un bar, altri, si sono uniti al corteo.

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Ne emerge da qualche breve intervista realizzata tra la gente che tutti siano concordi che questo sia un cambiamento epocale” e che vi sia la necessità umana oltre che ad un dovere morale di stare dalla parte di gente che soffre, chi scappa dalla fame e dalle guerre di ogni genere, che “starebbe volentieri a casa propria, nella loro Terra, ma non può, perché rischia la vita“.
Solidarietà dimostrata con la loro partecipazione attiva anche da molti immigrati che vivono e lavorano in Italia da diversi anni, alcuni dal sud america, altri dall’Iran…

Anche a Menaggio, la fiaccolata delle donne e degli uomini scalzi ha avuto successo, sfilando nel centro storico cittadino e catalizzando l’attenzione degli ultimi villeggianti.

Continuate a seguirci, vi racconteremo altre storie sui profughi

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