100 anni di “Timunela” Vittorina Grandi

100 anni di “Timunela” Vittorina Grandi

Menaggio, venerdì 31 agosto 2012
Vittorina Grandi, menaggina benché residente a Ponte Chiasso, compirà domenica prossima 100 anni.
Sono molti, quelli della Classe 1912, che quest’anno festeggiano questo traguardo, a Menaggio: ricordiamo Piero Salici, che abbiamo trattato nell’articolo del 4 luglio 2012, ma non dimentichiamo nemmeno Peppino Sala, Silvia Taroni ved Erba, Clotilde Spaggiari (ci ha recentemente lasciato).

Vittorina è molto conosciuta nel paese del centrolago, dove passa le sue estati, accompagnata negli anni dai figli Felice ed Antonio.
In gioventù soprannominata “Timunela” (ovvero calessino), a causa della sua rapidità sia nel correre che nel svolgere le cose in genere, Vittorina inizia a lavorare sin dai 9 anni accudendo ad un bimbo, nel tempo extra scolastico. In seguito, dopo aver terminato gli studi, trova occupazione come sarta prima e cameriera di seguito. Attività quest’ultima che la porterà a San Pellegrino e successivamente a Menaggio presso l’Hotel Princeps ed “al Vapore”, gestito dalla sorella maggiore.

Nei primi anni trenta, come ci racconta il figlio Felice, arriva in bicicletta, da Ponte Chiasso, l’amore della sua vita, Oreste Bianchi, allora tipografo compositore a mano presso il quotidiano La Provincia di Como. Ma son tempi duri, la guerra bussa ai confini del nostro Paese ed Oreste parte per la guerra, deportato in Germania trova compagnia nell’amico menaggino Giacomo Barelli.
“Timunela” trascorre gli anni bellici a Roma, facendo la baby-sitter di Anna Teresa, figlia di un noto albergatore lecchese di quell’epoca.
Ma finalmente la grande guerra termina, Vittorina ed Oreste si sposano sotto una nevicata storica, quella del 3 febbraio del 1947; da qui il trasferimento a Ponte Chiasso dove si integra totalmente nel tessuto sociale, stimata e rispettata da tutti, al punto che il medico di base del paese indirizza a lei le persone bisognose di cure per mezzo di iniezioni.

Pur avendo un carattere schietto che la obbliga praticamente a dire in faccia alla gente ciò che pensa, o forse proprio per questo, è sempre stata benvoluta dalle persone che ha incontrato finora nella sua lunga vita anche grazie alla sua disponibilità a generosità, come si può dedurre dal seguente aneddoto, raccontato da Felice: “Nel ’78 morì una sua coetanea abitante nella stessa via lasciando un figlio solo… quando questo ragazzo si ammalò poi di broncopolmonite, la mattina, nostra madre partiva con la scatoletta di metallo dentro la quale si bollivano le siringhe, in una mano, e, nell’altra, tutto l’occorrente per la colazione (latte bollito, biscotti etc.) perché diceva: “le cumè se’l fudess un me fiöö (è come se fosse mio figlio)”.

Pur desiderandolo, non è diventata nonna poiché i figli non si sono sposati; si sono in ogni caso dati da fare per riempirle la casa di ospiti in relazione alle attività di volontariato svolte e grazie anche alla sua abilità nel cucinare.
È sempre molto attiva … ci racconta di nuovo Felice Bianchi … tutti i giorni legge il giornale e, anche se diventa sempre più piccola (vedendola camminare nella penombra sembra ET) resta comunque una -grande- onorando il suo cognome“.

Vittorina Grandi avrà una grande sorpresa domenica, per i suoi 100 anni; non diteglielo, ma siete tutti invitati ad un grande rinfresco in onore di “Timunela”, che si svolgerà presso l’Oratorio di Menaggio (adiacente la Parrocchia) a partire dalle ore 12,15.

© Giovanni Salici
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Immagini relative al centenario di Vittorina Grandi – photo © GiovanniSalici.com

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