quando il pesce puzza, lo butti

quando il pesce puzza, lo butti
Editoriale

mercoledì 07 dicembre 2011
In un momento particolare come questo parlare o scrivere su un media di informazione di quello che tutti i giorni abbiamo sotto gli occhi si rischia fortemente di fare del qualunquismo che al di là di mere “accuse” (anche se doverose) e dell’alzamento di polveroni non porterebbe ad un emerito nulla.
Ed anche i polveroni, lo sappiamo bene, dopo un nugolo che rende l’aria spessa ed irrespirabile, poi, dolcemente si riapoggiano al terreno, e tutto torna com’era.

Si certo, però non è nemmeno facile starsene zitti, quando tutto sembra “andare a puttane”, e le uniche cure di guarigione date al paziente sono evidentemente delle cure a cui il paziente è ormai assuefatto. Quindi il risultato che si otterrà non è tanto di curarlo con una cura in realtà inutile ed ininfluente, ma quanto il rischio di mandarlo in overdose di quel principio attivo della medicina.

E si, perché quello che a mio modesto avviso sta capitando in Italia, o più genericamente in Europa, pare avere questi tratti.

Ci vogliono far credere un’altra volta che questa è la cura unica per il nostro male.
Ci vogliono far credere che non ve ne siano altre e che ogni sforzo e sacrificio dovrà essere svolto affinché il paziente si rimetta al meglio.
Certo è facile nel momento massimo di smarrimento dare delle speranze in una (credo) improbabile guarigione.

Ma a questi parenti e familiari al capezzale di questa economia e di questa politica italiana, ed internazionale, che siamo noi, proprio ci sta bene?
Siamo davvero così creduloni.
Ma quanto dovrà ancora bere l’Italiano prima di dire Basta?!!

Ci hanno detto che questa è l’unica via per salvare l’Europa.
Ed allora francamente mi domando se questa Europa sia davvero da salvare?
Un Europa che ci han fatto credere fosse il nuovo modo per salvarci (già prima) da un’altra serie di economie disastrate.
Insomma, il vestito è stato cambiato ma il paziente è sempre quello, che in aggiunta non è riuscito a pagarsi il nuovo abito.

Non siamo mai stati gli Stati Uniti d’America, e non potremo mai essere gli Stati Uniti d’Europa. Non con questa mentalità e con queste dinamiche scopiazzate oltre oceano.

La Terra continua a respirare con un suo ritmo, e noi umani continuiamo a non adeguarci a questo, unico, ritmo a cui possiamo adeguarci. Tutto il resto è un’utopia. E basta parlare di crisi economiche e di crescita, perché signori politici forse, se non ve ne siete accorti, non c’è più spazio ne tempo per crescere. C’è solo spazio per decrescere, ed è quella la strada. E sono moltissime le persone che stanno sempre più abbracciando questa filosofia di vita; molte sono le persone che si stanno preparando ad un nuovo modo di essere, di vivere, di pensare.

Tutto quello che ci stanno dicendo e propinando è vecchio, talmente vecchio che puzza da far schifo.
La domanda è: ma quanto vorremo ancora tenere in casa ‘sto pesce che puzza da far vomitare?

(Ci sono anche le medicine alternative)

© Giovanni Salici
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