non si fermano !
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non si fermano !

ovvero “una domenica bestiale”

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non si fermano !

ovvero “una domenica bestiale”

Tremezzina, domenica 19 giugno 2011
Sono poco prima delle 10 del mattino di una di quelle belle domenica di fine primavera, dopo tanti giorni di pioggia, il sole riscalda e finalmente è l’occasione per chi lavora tutta la settimana, di godersi una splendida domenica sul lago.
Anche gli abitanti della Tremezzina forse speravano in una tregua festiva dal caos feriale causato da roulotte, autocarri e pullman che si incastrano nelle strette vie della Regina.
No, però no! Questa è un’altra storia, che non andrà in scena oggi.
No, perché oggi la trama è un po’ diversa.

Ecco dei numeri: 5-25-30

5 sono i km di percorso tra l’uscita dell’abitato di Lenno in direzione sud ed Argegno.
25 sono i pullman turistici contati in quel tratto suddivisi per entrambe le direzioni di marcia.
30 sono i minuti impiegati per percorrere quel tratto di soli 5 km.
Aggiungiamo, per colorire di più la trama del racconto, alcuni bus di linea, circa un centinaio di ciclisti della domenica sparsi a gruppi, moto (un pizzico qua e là perché poi nel pomeriggio ne metteremo un bel gruppo), qualche camper, un’auto con carrello motoscafo (per fortuna vuoto), auto, auto, auto auto, dietro, davanti, in mezzo…

Adesso immaginate che qualche burlone che stamattina non sapeva che fare si sia inventato un gioco del tipo: faccio partire dagli estremi del percorso, un pullman quasi ogni minuto….. e vediamo cosa succede?!

E’ successo che quella che doveva essere una tranquilla domenica di fine primavera si è trasformata in “una domenica bestiale”!
La situazione è durata fino ormai a tarda mattinata. Poi si è alleggerita durante il pranzo (poiché anche l’ipotetico burlone doveva cibarsi).
Ma signori, se per caso aveste perso lo spettacolo, non preoccupatevi, perché nel pomeriggio si replica, gli attori rientrano in scena a grande richiesta.
Solo, aggiungiamo come promesso, un numero molto più elevato di moto, e qualche ciclista in meno forse caduto la mattina (o rimasto in piedi grazie a due pullman che lo reggevano da ambo le parti).

Cambia qualche numero: i km diventano 8 (Argegno-Mezzegra) i pullminari, numero più o numero meno, chi più ormai se ne accorge dentro i fumi di CO2 sparati nell’aria che si respirano coi finestrini aperti? Il 30 diventa 40, quaranta minuti per percorrere Argegno-Mezzegra.

Non si fermano!
Non si fermano i pullminari a dare il passo alle auto che dopo 2 o 3 km di passo d’uomo e soste cominciano a suonare il clacson; no perché, dare la strada non è certo segno di virilità!
Non è nemmeno da ipotizzare che sull’incrocio del campanile di Ossuccio, il pullminaro, che ben sa di avanzare 1 metro ogni 10 minuti, si preoccupi di fermarsi prima del suddetto, in modo da liberare l’accesso alle auto che devono salire o scendere dall’alto del paese. Ma stiamo scherzando?

Non si fermano!
Ad affrontare veramente il problema le istituzioni, gli amministratori, girano intorno in empasse. Scacco matto! Non san che pesci prendere. Eppure la risposta sembra abbastanza ovvia: non ci stanno tutti questi mezzi pesanti, non ci stanno. E loro non si fermano.

Non si fermano!
O meglio,
Non li fermano!
Non li fermano (pullminari, roulottisti) chi dovrebbe controllare il traffico nonostante più segnalazioni sia al mattino che al pomeriggio ai due centralini 112 e 113.
Eppure è intralcio alla circolazione; ci sono problemi anche legati alla sicurezza ed al soccorso.

L’ipotetico burlone, non ha voluto rincarare la dose, ma ve lo sareste immaginato in uno scenario del genere, un soccorso sanitario con un’ ambulanza che sirena si o sirena no, non passa! Puoi suonare la sirena, puoi metterne anche tre, ma finisci col fondere la sirena e l’ambulanza è ancora lì che ha percorso 100 metri.
Certo c’è l’elicottero. Se c’è!
Quanto costa un elicottero e quanto un’ambulanza?
Lascio a voi, lo capite da soli.

E ma…. dicono che qui si lavora di turismo, e quindi i pullman devono arrivare.
Si ma i pullman vengono a svuotare il loro carico umano in tre forse quattro soliti alberghi di Tremezzo e Cadenabbia.

E gli altri?

25 pullman con 30 persone bordo, anzi facciamo 40 (comunque non sono sempre pieni) fanno 1000 persone che vanno in pochi soliti alberghi.
Se moltiplico 500 auto con una stima di 3 persone fanno 1500 persone. Queste forse, non trascorrono, tutte, la notte in albergo, ma, forse, portano altrettanta economia ad altri alberghi, ristoranti, bar, negozi, in molti più paesi. Quindi distribuiscono ben oltre i soliti alberghi le loro risorse economiche.
Forse le auto sono molto di più di 500, e i centauri, ecc….

Una turista proveniente da poco distante, lungo la strada, mi dice: “siamo di Como, ogni tanto veniamo sul lago, ma credo che questa sarà l’ultima”.
Si perché la gente si stufa!
Il Lario ha già perso molti affezionati in questi anni per via della speculazione edilizia che ha distrutto molto paesaggio. Se ora ci aggiungiamo ancora catrame, CO2…. beh allora …

Ma ci sono altre domande:
Chi paga il tempo perso di chi lavora?
Se non lavori (perché è domenica), chi paga il tempo di chi è in giro a farsi il suo sacrosanto c…o, festivo?

E per Diana, sarete concordi che quando ce vo’ ce vo’!

Chi paga…. nessuno. Ma anche pagassero, il tempo, è l’unica cosa che nessuno ci può più ridare.

Non si può continuare in questa situazione, non se si vuole mantenere la salute, i nervi, insomma vivere, un po’.
Anzi mettiamola così: si può continuare così a patto di mettere in conto una qualità della vita nei mesi estivi poco differente dalla città, mettendo in conto nel giro di qualche anno un aumento delle malattie legate all’apparato respiratorio, alla pelle, all’udito, al cuore. Quindi perdite umane e costi per il sistema sanitario.
Questa è la realtà, non è la trama dell’ipotetico burlone.

Certamente l’aiuto non verrà dall’ “alto”. Scordatevelo.

Voi che avete i polmoni pieni di smog ogni giorno, voi che aprite le persiane ed invece di innaffiare i gerani trovate un cinese, uno svizzero, un belga, un piemontese (giusto per fare esempi multietnici) o chi sa chi che vi guarda negli occhi dietro un finestrino fumée ….
Forse per voi l’ipotetico burlone potrebbe scrivere una trama tipo:
un giorno i Tremezzini, stanchi, di friggere l’aria di parole, divennero temporaneamente muti ma scesero a piedi sulla SS 340, alcuni stando fermi, altri muovendosi qua e là, una mattina di inizio estate, bloccarono tutto quanto; quel giorno l’economia andò in crisi, ma i polmoni dei tremezzini si ripulirono; solo un po’.

E’ una storia senza spettatori?
No, è una storia che viene scritta e messa in scena dallo stesso pubblico, non più passivo, ma attivo.

Quale storia sarà migliore?
Quella dell’ipotetico burlone o quella scritta dal pubblico?
Una l’abbiamo già vista e … domani sicuramente si replica.

Dio salvi la Regina! Ma soprattutto i suoi abitanti!

(qui puoi vedere le foto della domenica bestiale)

© Giovanni Salici
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Tutti i diritti sono dell’autore

>>> comunicazione di servizio:
la persona (turista di Como) potrebbe mettersi gentilmente in contatto con la redazione? grazie

2 commenti su “non si fermano !
non si fermano !

non si fermano !

ovvero “una domenica bestiale”

  1. PS: non dimenticare di aggiungere all’elenco quel CAZZUTO
    TRENINO sempre tra le palle a far fare colonna e perdere tempo alla gente che va a lavorare !!!!

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