elementari a scuola di caccia
demenziale iniziativa comunale

elementari a scuola di caccia
demenziale iniziativa comunale

giovedì, 28 aprile 2011
Demenziale iniziativa di un comune in provincia di La Spezia. La notizia è di ieri.
Il sindaco Roberto Barotti ed il suo vice Roberto Canata (cacciatore convinto e non a caso presidente dell’ Ambito territoriale di caccia), comune di Rocchetta di Vara, un piccolo paese nelle valli spezine, avevano avuto l’idea geniale di svolgere ai bimbi delle scuole elementari alcune lezioni di caccia con tanto di cinghiale da rincorrere nel cortile e cani addestrati.

un animale appena ucciso e pulito sul campo photo © Giovanni Salici un animale appena ucciso e pulito sul campo photo © Giovanni Salici un animale appena ucciso e pulito sul campo photo © Giovanni Salici un animale appena ucciso e pulito sul campo photo © Giovanni Salici un animale appena ucciso e pulito sul campo photo © Giovanni Salici
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nell’immagine d’archivio sopra, una scena usuale nel mondo venatorio:
un animale appena ucciso e sviscerato sul campo

photo © Giovanni Salici AGS20100113_1259

Il sindaco Riccardo Barotti dice “Il nostro slogan è: Rispettiamo la natura” (????? ndr) ed aggiunge “In Val di Vara la maggior parte degli uomini è cacciatore. I bambini a casa sentono spesso parlare di caccia dai padri e dai nonni. E’ inutile nascondere l’argomento: per cui abbiamo pensato di organizzare queste lezioni affinché i bambini imparino correttamente cos’è la caccia e come ci si difende dall’assedio dei cinghiali”.
Il sindaco continua poi nel tentativo di spiegare che l’intenzione è quella di “avvicinare i bambini al concetto di caccia di selezione per garantire l’equilibrio nella natura. La caccia che noi insegneremo non è di aggressione, ma di difesa.”

Nel giro di poche ore la notizia ha fatto il giro d’Italia rimbalzata da blog e via mail, associazioni ambientaliste ed animaliste nonché milioni di cittadini hanno inviato mail di protesta al comune ed alla scuola di Rocchetta sin a quando, notizia di oggi, docenti e preside fanno sapere che nonostante le insistenze dell’amministrazione comunale, la scuola non aderirà all’iniziativa, i bimbi non indosseranno le magliette di Federcaccia (come previsto). Qualsiasi dimostrazione dovrà essere svolta all’esterno dell’istituto sotto la responsabilità del sindaco cacciatore e delle famiglie, se mai vorranno aderire.

Intanto l’ENPA di Roma ha annunciato ricorso al garante per l’infanzia ed alla Procura della Repubblica contro l’idea di simulazioni e lezioni di caccia di fronte a bambini.
“Ritenere educativo lo sfruttamento di cinghiali terrorizzati e cani, avvicinare i bambini all’uso delle armi in un’epoca segnata da episodi di bullismo, è pura follia” dichiara l’Ente Nazionale Protezione Animali … e si aggiunge “L’idea calpesta l’etica e le norme di tutela della fauna selvatica: la caccia non c’entra nulla con la conservazione della natura. Un vero percorso istruttivo prevede il contatto con la natura e la conoscenza degli animali, senza esercizio di violenza. Autorizzare lezioni di caccia per una scuola, viola le norme: nessuna legge prevede cose simili. Alle scuole si propongono percorsi didattici per educare al rispetto degli animali. Lo stesso Stato relega la caccia a pura concessione, subordinata ad altre attività, che hanno veramente a che vedere con le esigenze di tutela e di protezione della natura. Chi amministra Rocchetta Vara, piuttosto che inventare proposte “educative” assurde, torni sui banchi di scuola a ripassare la legge».

Le associazioni invitano comunque a continuare l’ “attacco” mediatico inviando mail al comune di Rocchetta rocchett@cdh.it affinchè questo progetto diseducativo venga abbandonato e non avvenga in nessun ambito.

© Giovanni Salici
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