4 pietre fermano la Regina

4 pietre fermano la Regina

Valsolda, mercoledì 05 maggio 2010
Stamattina all’alba, dopo una notte estremamente piovosa e il vento finale alcuni massi si sono staccati da una parete (già in sicurezza con reti) all’imbocco ovest del piccolo tunnel di Oria in Valsolda.
I sassi hanno aperto la rete di contenimento e si sono riversati sulla SS 340 statale Regina in un momento molto trafficata dai frontalieri che si recano al lavoro; uno di loro non ha potuto fare molto per evitare l’ostacolo improvviso finendo con la sua Golf contro i detriti.

smottamento SS340 a Valsolda photo © Giovanni Salici smottamento SS340 a Valsolda photo © Giovanni Salici smottamento SS340 a Valsolda photo © Giovanni Salici smottamento SS340 a Valsolda photo © Giovanni Salici smottamento SS340 a Valsolda photo © Giovanni Salici
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lo smottamento sulla SS340 in Valsolda – photo © Giovanni Salici

Fortunatamente il conducente non ha riportato lesioni personali ma consistenti danni alla sua vettura.
Nonostante lo stacco di materiale sia stato contenuto a pochi metri di parete, probabilmente anche per verificare la stabilità residua, la statale è rimasta chiusa fino a metà mattinata.

Questo è l’ennesimo segnale di un territorio (ambiente), quello comasco, che fa fatica a sopportare gli abusi subiti negli ultimi 10 anni. Mantenimento ambientale praticamente inesistente o scarso, continuo sfruttamento edilizio al di sopra delle necessità effettive e insufficiente attenzione ai corsi d’acqua (anche i più piccoli). Solo qui in Valsolda siamo alla terza frana in due anni, la prima causò la chiusura della statale per diversi giorni e la parziale distruzione di una abitazione (fortunatamente non abitata in quel mentre) e lo sfollamento dei proprietari durato per oltre un anno.
Ci si chiede da più parti se l’uomo (e gli amministratori di tutta la provincia prima di tutti) avrà prima o poi la decenza di fermarsi a riflettere se sia il caso di continuare in questa direzione, ponendo a rischio a seconda delle località, le strade, le abitazioni, i cittadini, oppure se sia meglio cambiare la tendenza e cominciare a rispettare il nostro territorio e lavorare per esso invece di sfruttarlo. Sarebbe anche un gesto trendy visto che la parola ambiente oggi pare tanto di moda.

Per quanto riguarda il caso più specifico di questa mattina e di questa sponda del Ceresio, verrebbe da incavolarsi (usando un eufemismo) pensando a quella galleria in corso da più di 15 anni e ferma per una manciata di quattrini che nel tempo … sono finiti chissà dove.

Manca poco all’apertura ci dissero l’anno scorso. Forse la Valsolda e la SS 340 vedrà altre frane nel frattempo prima che questa ennesima data fittizia divenga realtà . Anche il Gabibbo non basta più.

© Giovanni Salici
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