writers e politici, quale differenza?

Editoriale
writers e politici, quale differenza?

Elezioni 2010, 26 marzo 2010
Sono gli ultimi momenti di campagna elettorale, di queste elezioni segnate da dichiarazioni che appaiono sempre più facenti parte di un altro mondo, invece no, le stiamo vivendo sulla nostra pelle.
Dei programmi nessuno sa nulla, se non qualche sporadico titolo. Ma d’altra parte non è nemmeno una novità. Ad ogni modo sappiamo esattamente quello che non è stato fatto negli ultimi 5-10-15 anni, per non andare oltre.

Le parole spese nelle campagne elettorali del passato erano sempre belle e piene di buoni propositi. Quello che manca agli italiani purtroppo sono i fatti.
Promesse che in quei pochi casi in cui vengono mantenute non sono certo a favore del “popolo sovrano” ma a favore di un limitato numero di persone.

Vorrei “tanto per cambiare” porre l’attenzione agli innumerevoli attacchi all’ambiente che tutta l’Italia (in testa la nostra provincia) ha vissuto nel corso dell’ultimo decennio.
Non mi dilungo in elenchi in quanto sarebbe inutile, tutti quanti sappiamo di cosa stiamo parlando credo: la cementificazione selvaggia del nostro lago, quella di Milano, le grandi opere che non tengono conto delle piccole realtà ecc…

Fa specie osservare, che proprio alcune aree politiche che si dichiarano democratiche, a favore della tutela dell’ambiente, osservatrici delle regole, sempre a detta loro, siano poi le stesse che le regole non le osservano palesemente.
Sebbene questo caso può definirsi “relativamente importante”, fa male alla nostra “misera” libertà dover sopportare durante i nostri spostamenti lungo le strade, l’invasione onnipresente di messaggi politici, di cui ormai non ne possiamo più, in quei luoghi non adibiti a ciò. Si osserva inoltre che proprio quei gruppi politici che bla bla… (vedi poco sopra) siano gli stessi che imbrattano le strade in barba non solo alla legge sulle affissioni pubbliche-politiche, ma in barba al codice stradale, sovrapponendo i manifesti ai cartelli stradali.
Probabilmente non pagheranno nemmeno le sanzioni del caso, che ognuno di noi dovrebbe invece pagare se affiggesse abusivamente una propria pubblicità, ma la beffa sarà pure che la pulizia delle strade da quei manifesti la pagheranno i contribuenti. Quanto costa la pulizia?
Allora mi domando: che differenza c’è tra un “writer” che sbomboletta i muri cittadini ed un politico che attraverso i suoi attacchini (magari usando una parola inglese che fa più figo) imbratta gli spazi pubblici?

La risposta la dia il “popolo sovrano”.

Ad onor della cronaca, nonostante le ricerche, per non sembrare di parte, non abbiamo trovato altre affissioni di questo tipo appartenenti al altre aeree politiche.

Per concludere mi domando anche: ma se i nostri polmoni sono pieni di CO2, se le nostre città gridano al blocco totale, se ci dicono di evitare l’uso dell’auto per non inquinare…. Ma perché mandano in giro a zonzo i “camion vela” con le propagande elettorali su e giù per il lago, da una parte all’altra di Milano o della Brianza?
Quanta CO2 inutile, quante polveri sottili inutili ci fanno respirare questi signori?
Ma questo inquinamento si potrebbe evitare!

© Giovanni Salici
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Immagini relative alla affissione elettorale abusiva e su cartelli stradali, Elezioni amministrative 2010

richieste di immagini ad Archivio Fotografico Giovanni Salici

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