manifestazione nazionale contro i bio laborator, Pesaro

A Pesaro una grande e prima manifestazione nazionale contro i biolab in Italia

Il primo maggio si è svolta a Pesaro una grande e la prima manifestazione nazionale contro i biolab in Italia. Oltre 10 mila le persone che vi hanno partecipato, provenienti da tutta Italia e dall’estero; testimoniando così un problema che interessa tutti i cittadini d’Europa.

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A Pesaro una grande e
prima manifestazione nazionale
contro i biolab in Italia

Pesaro, lunedì 01 maggio 2023
Il primo maggio si è svolta a Pesaro una grande e la prima manifestazione nazionale contro i biolab in Italia. Oltre 10 mila le persone che vi hanno partecipato, provenienti da tutta Italia e dall’estero; testimoniando così un problema che interessa tutti i cittadini d’Europa. Per chi è a digiuno dell’argomento premettiamo che non stiamo parlando di bio laboratori intesi come centri di analisi per esami sanitari; ma di ben altro!

Siamo stati a Pesaro grazie anche alla trasferta organizzata dal l’Anello di Como per documentare e raccontarvi questa grande manifestazione NoBiolab. Abbiamo seguito i manifestanti sul pullman da Como a Pesaro, uno dei tanti mezzi organizzati da ogni parte d’Italia. I cartelli durante la manifestazione testimoniano che tutta la penisola è interessata a questa vicenda dai lati troppo oscuri e dove non vi è trasparenza: dalla Liguria, Veneto e Trentino, dal Friuli e la Giulia, dal Lazio, Puglia, dalla vicina Emilia e Romagna, dal Piemonte e dalla Sicilia…. Chi arriva coi propri mezzi e chi coi gruppi organizzati di comitati ed associazioni di Libera Scelta.

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A Pesaro una grande e prima manifestazione nazionale contro i biolab in Italia
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alcuni attivisti de L’Anello di Como a Pesaro per la grande e prima manifestazione nazionale contro i biolab in Italia, lunedì 01 maggio 2023 AGS20230501_0008
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Una partecipazione straordinaria che ha riunito in qualche modo quel “Fronte del Dissenso” già partecipe alle numerose dimostranze contro i vaccini obbligatori e contro il greenpass tra il 2021 e 22, e che, vede ora, coinvolti anche i cittadini contro la guerra. Presenti quindi i comitati dei referendum sul ripudio della partecipazione governitiva italiana al conflitto ucraino ed al relativo invo di armi. Insomma, dagli “studenti contro il greenpass” al CLNComitato Liberazione Nazionale” di Ugo Mattei (già professore giurista all’Università di Torino), “Generazioni Future“, ai comitati locali marchigiani, rappresentanze sindacali di FISI e UIL, c’erano (quasi) tutti, liberi cittadini senza bandiera politica e dai “ceti” sociali più diversi. Gli unici vessilli di partito presenti erano quelli di “Ancora Italia” e di “Democrazia Sovrana Popolare“.
Assenti come da copione, rappresentanti di tutto l’arco parlamentare e i sindacati “rossi” che tali non son più.

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A Pesaro una grande e prima manifestazione nazionale contro i biolab in Italia, lunedì 01 maggio 2023 AGS20230501_0058-37
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da Como a Pesaro con L’Anello di Como

La partenza era da Como alle 6 del mattino sotto la pioggia incessante. Pullman pieno, chi si è svegliato alla 3 di notte perché proveniva da lontano (Alto Lario, Tirano, Lecco), il viaggo prevede soste a Saronno, a Lampugnano Mlano, Assago, per accogliere gli attivisti di quei luoghi. Mi ha molto colpito Angelo, 88 anni pugliese residente a Cologno Monzese. Nonostante la sua età, ancora ricco di energia, una vita passata al nord per inseguire la passione della lirica, poi mille lavori ed il sogno ancora forte oggi di costituire e costruire l’unità del Fronte del Dissenso. Appassionato della vita politica e militante all’epoca nel vecchio PCI…. poi c’è l’ “argentino” che ha trovato a Milano sia l’amore di Antonella sia lo sbocco lavorativo della sua falegnameria, suona la chitarra che porta sempre con se ed intona nella fredda e piovosa mattina “La Gente Come Noi” (divenuto dopo i fatti di Trieste l’inno del Dissenso). Ci sono gli attivisti di “Free Assange” con le loro maglie arancioni, instancabili nella lotta per la liberazione del giornalista australiano tenuto prigioniero dalla Gran Bretagna per aver mostrato al Mondo una parte del marcio polito sommerso attraverso i documenti incriminanti governi amercani e non solo… C’è Carlo Trottalli, valtellnese appartenente al gruppo di Libera Scelta “Spazio Libertà Sondrio” ex candidato Vita, Così come Paola Sartorelli dell’Anello di Como anche lei ex candidata di Vita. C’è l’infermiera sospesa e l’ingegnere informatico che non condivide l’uso tecnologico spropositato dello smartphone. Le storie di vita ed i racconti, si intrecciano. Così come le preoccupazioni condivise, non solo sul tema della giornata, ma sui grandi temi attuali ben manipolati ad arte dai media (italiani soprattutto del “mainstream”): l’abolizione graduale del contante con l’introduzione probabile dell’Euro digitale già dal prossimo anno (in parallelo al cartaceo), la digitalizzazione estrema della ID ovvero identità digitale che abbinata alla molto probabile abolizione del contante futura, rischia di diventare arma di schiavitù (ben mascherata da apparente libertà) per chi non si adeguerà forzatamente ai diktat europei (che poi non sono altro che le linee imposte dalle élite di Davos). Molte storie e tanta passione. La consapevolezza che tutto ciò difficilmente verrà fermato se l’intera popolazione non lo capirà in tempo (un tempo forse già scaduto) e non si unirà nel contestare e soprattutto se non rifiuterà di aderire a tutto ciò “ben proposto”.


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Pane De Maria a Mezzegra in Tremezzina sul Lago di Como usa Farina Intera a basso indice glicemico

i bio laboratori in Italia saranno sparsi in ogni regione
Pesaro e Trieste sono solo l’inizio

Dietro una facciata per nulla trasparente che cerca di far passare i biolab come dei centri di studio scientifici, a volte centro zooprofilattico (Umbria), si celano una serie di lati oscuri di non poco conto.
Arrivando subito al nocciolo per poi spiegare meglio durante l’articolo, dietro i bio laboratori si “nasconde” (ma solo come modo di dire) la NATO ed i finanziamenti del solito zio Bill: Bill Gates. La cui filantropia di facciata ormai non è più credibile, spero da nessuno. Sono molti molti soldi, che infine, arrivano in parte anche dal PNRR, con uno degli ultimi colpi di coda di Mario Draghi prima di “andarsene”.

Dopo il conflitto Ucraina Russa, i cui scopi ed obiettivi probabilmente vanno molto al di là di quelli dichiarati (da entrambe le parti) o dell’immaginazione, si è reso necessario spostare i bio laboratori (USA-NATO) presenti proprio in Ucraina (che i russi temevano a due passi dal confine) e metterli in zone, chiamiamole, più sicure. Questo è uno dei motivi della diffusione futura di questi biolab nel territorio italiano.

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A Pesaro una grande e prima manifestazione nazionale contro i biolab in Italia, lunedì 01 maggio 2023 AGS20230501_0027
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Pesaro è la prima città coinvolta in questo progetto che prevede una implementazione di numero di strutture ed un aumento del livello di sicurezza di questi centri.
Non si venga fuorviati e tranquillizzati dalla frase “aumento di sicurezza”. Ciò ha a che fare proprio col fatto che non si tratterà di semplici studi ricerca zooprofilassi, ma quasi certamente di sperimentazioni di agenti patogeni manipolati, relativi vaccini e nanotecnologie; in primissimo piano la preoccupazione riguardante lo “studio” e preparazione di armi biologiche (ultima frontiera delle guerre future – non attuabili col nucleare troppo devastante per tutti – nonché strumento di controllo di possibili masse critiche e ribelli). Infatti, i laboratori di Pesaro in questione, saranno di Livello BSL3 e 4. Questi livelli sono strettamente legati agli ambienti militari. Quindi ecco quanto scritto sopra riguardo Nato e finanziamenti di Bill Gates, prendere ora più forma.
Nel biolab di Trieste (presente da tempo) di cui vi abbiamo parlato in questo articolo del primo marzo scorso, non si sa esattamente cosa succeda. Non vi è trasparenza, pur essendo sul territorio italiano il nostro paese e Stato, non ha giurisdizione, le nostre istituzioni non possono accedervi: perché?

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Dietro il laboratori della periferia di Pesaro, ufficialmente, vi sono obiettivi scientifici, così come nell’attuale centro di Perugia già esistente, ma che si vorrebbe, pure quello, portare ad un più alto livello ovvero 3 e 4.
La preoccupazione che questi biolaboratori trasformino le nostre Terre come Wuhan (anch’esso livello 3), luoghi dove si studino in vitro agenti patogeni e/per armi biologiche, è forte ed è l’opinione anche di Ugo Mattei del Comitato Liberazione Nazionale CLN già professore con cattedra all’Università di Torino (tanto per fare un esempio) che abbiamo intervistato (non perdere la videonews tra qualche giorno).

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0ltre 10000 a Pesaro

Il problema è molto sentito. Più di diecimila persone alla manifestazione di Pesaro, sotto la pioggia, vuole dire probabilmente che sono decine di migliaia o forse qualche milione, i cittadini italiani preoccupati, ma che, per mille motivi, non hanno partecipato attivamente all’evento. Se state pensando che anche fossero “solo” 1 o qualche milione gli italiani preoccupati, non dimentichiamo che la stragrande maggioranza della popolazione, di questo, non sa proprio nulla! Purtroppo, non mi stancherò di scriverlo e ribadirlo, la maggior parte delle persone legge giornali come La Repubblica od il Corriere della Sera o … (tanto per fare due esempi) e segue i TG serali di RAI1, di Mediaset o La7 (tanto per citarne tre) che non ne parlano. Non ne parlano non perché queste siano bufale da complottisti, ma perché il giornalismo dedicato alla massa, le testate principali, gli editori che si auto definiscono “editori responsabili”, sono finanziati dai grandi gruppi economici (oltre che dal nostro governo), dai fondi di investimento … alla fine, detto senza troppi giri, gli stessi che ci stanno portando al disastro sociale e finanziario per arricchirsi ancora di più (fin quando …. non si sbraneranno tra di loro).

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biolab in tutta Italia

I bio laboratori sorgeranno quindi in tutta Italia, dalla Lombardia alla Sicilia: Brescia, Pavia, Padova, Venezia, Siena, Terni, Perugia, Teramo, Foggia, Napoli, Sassari…(fonte Fuori dal Coro Rete4 2 maggio). Avranno il benestare dei governatori delle Regioni e dei Sindaci, come sta succedendo nelle Marche a Pesaro.
Domanderete: ma perché proprio in Italia?

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L’Italia, già a partire da un passato decennale, ha firmato accordi internazionali scellerati con gli USA. Basti pensare solo per esempio, la legge Lorenzin, che ha portato l’Italia ad esporsi come capofila sui vaccini (quelli tradizionali per i bambini in prima battuta); da lì, nacquero gli “obblighi” vaccinali per sieri multi valenti per le varie malattie dell’infanzia come varicella, morbillo, rosolia ecc… (malattie che tutti noi abbiamo tranquillamente fatto da piccoli e “pericolose” solo se con febbre molto alta ed in casi particolarmente limitati). Già da allora e poi con l’arrivo (diciamo poco chiaro) del Covid, in Italia si è sperimentato oltre che sulle conseguenze (sconosciute) di questi, anche sulla reazione della popolazione.
Reazione che, sui sieri sperimentali anti Covid, è avvenuta solo minimamente. Chi contestava veniva denigrato, discriminato; chi poneva domande e dubbi preso per fesso, complottista, per rincoglionito fu additato pure il Nobel Luc Montagnier. L’Italia è divenuto, nonostante o forse proprio per la sua superficie limitata e i suoi “solo” 60 milioni di popolazione, la terra per provare a fare.
I temi cambiano e sono tanti ma le dinamiche le stesse. Anche i finanziatori sono sempre i medesimi, non dimenticatelo. L’italiano è meraviglioso, è un popolo che si “adatta” e questa è stata una caratteristica che spesso ci ha salvato il deretano. Troviamo sempre il modo per aggirare ed andare avanti… ma siamo (forse anche per questo) quel popolo che raramente protesta seriamente ed unito, che non fa rivoluzioni, che parla al bar o in fila al bus e poi torna a farsi i cazzi suoi (scusate il francesismo). Quali caratteristiche migliori per una serie di sperimentazioni sociali? Per sperimentare le divisioni?
Se la reazione non c’è (vuoi anche perché non si è informati a sufficenza) le élite che muovono i governi come burattini vanno avanti; se la reazione c’è, a seconda della consistenza, è possible schiacciarla o fare un leggero passo indietro temporaneo in attesa di aggirare l’ostacolo, ri-proponendo la stessa cosa in modo più blando semplicemente impiegando più tempo. In più un effetto pioggia d lmitazioni alle libertà e nuove imposizioni che continuano a tramortire e sfiaccare!
Ecco perché l’Italia!
Perché l’Italia è il paese delle partite iva, delle aziende famigliari, di società di poche persone, di micro imprese (tutte queste sono circa il 90% del mondo lavorativo – non l’industria) e quindi da molto fastidio a chi pretende tutto il mercato e, l’Italia va distrutta economicamente e socialmente. La globalizzazione ha trasformato tutto e tutti ma ci sta divorando.

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A Pesaro una grande e prima manifestazione nazionale contro i biolab in Italia
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inutili manifestazioni quindi?

Questa è una domanda interessante, che abbiamo posto sia a Ugo Mattei che a Stefano Montanari e vedrete la loro intervista nella videonews tra alcuni giorni. La loro risposta è simile e sebbene rattristi un po’, siamo consapelvolmente d’accordo. Nella sostanza entrambi ritengono che sia giusto e doveroso partecipare e dare dei segnali forti, ma la politca che esegue gli ordini atlantici e del Forum di Davos, delle Big Pharma e dei fondi di investmento, andranno avanti. Lo hanno fatto durante le contestzoni su obblighi vaccinali e greenpass, lo stanno facendo ora con l’invio di armi senza chiedere al popolo che pare non essere troppo concorde, lo faranno anche coi biolaboratori.

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contestazioni

Durante la manifestazione di Pesaro vi è stata anche una contestazione finale di diversi manifestanti verso l’organizzazione stessa. Il rimprovero è quello di aver sfilato in corteo nella periferia della città, lontano dalla “Pesaro bene”, lontano dal centro. Disperdendo così le energie e la possibilità di risvegliare le menti locali dormienti. In effetti, un primo ritrovo dell’evento doveva essere a due passi dal centro, poi, come spesso accade in questi anni bui, la questura, prevedendo una affluenza consistente, ha indicato un luogo “più adeguato” alla capienza: la periferia dei centri commerciali che il primo maggio (o forse proprio per la manifestazione) erano sostanzialmente chiusi.
Ma il corteo sarebbe dovuto partire e comunque recarsi nel cuore della città secondo accordi, invece è stato deviato per strade ai limiti della vegetazione, ridicolizzando l’impegno di un popolo; forse un gesto provocatorio nella speranza di animare gli attivisti più arrabbiati e prendere spunto per qualche azione di contenimento istituzionale (leggetemi tra le righe) ed avere la scusante di dimostranti violenti (quali non sono).
Quindi, in molti si sono arrabbiati. Ciò è assolutamente da comprendere, molti arrivavano da lontano, per diversi sicuramente anche sacrifici economici. La volontà di essere in tanti per mostrare alla popolazione pesarese di non essere sola, è parzialmente sfumata. Probabilmente ha inciso poco mediaticamente. Il lungo chilometrico corteo, che si perdeva ad occhio sarebbe servito, nonostante il percorso periferico, se fosse stato almeno mostrato dai media stampa, ma, come anche in questo caso, già scritto, i media blasonati non c’erano! Uniche eccezioni tra i famosi: “Fuori dal Coro“, la Rai3 delle Marche, gli instancabili “ByoBlu canale 262″. Poi … gli indipendenti, come noi di GSnews-notizieTraLeRIVE che malgrado la molta fatica quotidiana e costante, cerchiamo di raggiungere coloro che non seguono nemmeno l’informazione alternativa, che oggi esiste, forse per abitudine e pigrzia. Cerchiamo sin da tempi “non sospetti” (2008) di raccontare ciò che non viene considerato altrove.
Nei prossimi giorni la videonews della grande e prima manifestazione nazionale contro i biolab in Italia. Restate con noi ed iscrivetevi al sito e/o al canale telegram. Sosteneteci se vi piace il nostro lavoro.

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