Mascherine covid19
facciamo chiarezza


Tag title: differenze tra le mascherine chirurgiche FFP1 FFP2 FFP3, guida all’uso corretto mascherine dpi protezioni individuali nel fai da te e nel Covid19


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mascherina in foglio di alluminio, ritratto in studio, 10 aprile 2020 AGS20200410_0064
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io ho risolto così?
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Venerdì, 10 aprile 2020
Da quando la settimana scorsa la Regione Lombardia nella persona del presidente Attilio Fontana ha emenato l’ordinanza di obbligo di uso mascherina (o quantomeno copertura del volto) quando si esce, il tema è tornato più che mai discusso. Forse anche perché Regione Lombardia decide ma senza avere i presidi dpi pronti, quindi, caos.

Torniamo quindi a fare chiarezza sull’argomento dopo che notizieTraLeRIVE aveva già trattato questo in un articolo del 18 marzo scorso .

Mascherine “chirurgiche”
Quelle definite in questo modo sono solitamente nei colori azzurro, verde, bianco; sono molto semplici e formate da uno strato interno di materiale (diciamo) “semi impermeabile”, uno o più strati di tessuto non tessuto esterno. Possono avere degli elastici a semi anello su ogni lato per agganciarsi al singolo orecchio, oppure, avere 4 fettucce (2 per lato) che si legano dietro la testa.
In questo ultimo caso meglio legare le parti superiori passando sopra l’orecchio e stringando dietro la nuca, mentre le fettucce sotto cercare di stringarle sopra la nuca passando sopra l’orecchio, Si cerchi comunque di incrociare le fettucce in modo da saldare bene la parte superiore al naso e quell’inferiore a meglio sigillare mento e collo.
Queste mascherine dovrebbero avere un costo (un valore) di pochi centesimi e normalmente non possono superare l’euro, che per questo prodotto è già un prezzo ampiamente elevato. Queste mascherine sono usa e getta.
Nel marasma generale dei prodotti in circolazione oggi, CEE o non CEE, non si può stabilire la loro durata se non informandosi al momento dell’acquisto, se possibile. In linea generale durano alcune ore ma, per determinare la loro fine si può seguire la buona regola dell’umidità.
Ovvero quando la maschera è umida (dal nostro respiro) è ora di gettarla, questo può avvenire in poche ore o anche in una decina di ore.
Vengono oggi, in tempo di coronavirus, definite “altruiste”; significa che hanno una azione protettiva solo verso gli altri. La loro menbrana interna e le coperture di non tessuto fermano (in parte) le goccioline di respiro che escono da chi le indossa. Ecco perchè sono quelle che si usano in sala operatoria dove è il personale sanitario a non dover infettare il paziente. Devono per forza coprirvi sia bocca che naso altrimenti sono quasi inutili.

Mascherine FFP1
Sono quelle solitamente bianche (ma non è detto) che si presentano più rigide e con già una forma tondeggiante pronta ad ospitare bocca e naso di chi le indossa.
Non hanno un filtro (come le precedenti), formano una barriera, sostanzialmente blanda. Meno indicata della precedente per “l’altruismo”, anzi sconsigliata, poco indicata come protezione dagli altri come vedremo più avanti.
Diciamo che in tempi normali possono essere giusto utili per proteggere dalla polvere fatta in casa o poco più. Proteggono infatti da polveri atossiche e non fibrogene.
Filtrano l’ 80% di particelle in sospensione nell’aria con dimensioni superiori a 0,6 μm. La perdita di protezione è intorno al 25% (quando sono indossate male o non sono sufficientemente anatomiche). Costo normalmente tra pochi centesimi e poco più di un euro.
Non la userei nemmeno nei lavori più semplici in altri periodi. Le ritengo quasi inutili.
Costo nell’ordine d centesimi o di 1-2 euro.

Arriviamo alle due maschere filtranti
FFP2 e FFP3 si differenziano per il potere filtrante, quindi hanno un filtro. Proteggono da polveri e fumi, aerosol solidi e da liquidi dannosi per la salute.
Le prime hanno un potere di filtrare il 94% delle particelle in sospensione nell’aria con dimensioni superiori a 0,6 μm con perdita totale al massimo del 11% , mentre le seconde, il 99% con perdita totale che può essere al massimo del 5%.

Da qui in avanti ne parleremo quindi in modo comune.
Queste filtranti si presentano quindi come la precedente, con forma arrotondata e gli elastici che lavorano in modo orizzontale e che sottolineo devono essere usati entrambi.
Queste servono per proteggerci dalle particelle che gli altri ci respirano addosso o da particelle (goccioline) che sono in sospensione nell’aria sopratutto in ambienti chiusi o semichiusi.
Non servono assolutamente per proteggere gli altri dalla nostra eventuale positività al Covid19.
Questo perché sono studiate per filtrare mentre inspiriamo aria nei polmoni e non per fermare e filtrare l’espirazione.
La durata di queste come già indicato nell’articolo del 18 marzo è limitata per alcune ore (informarsi dal produttore). Costo da qualche euro a meno di dieci. i prezzi possono variare a seconda del materiale e del filtro, così come da quanto accurata è la progettazione a livello anatomico.

Conclusioni comuni
Tutte le maschere sopra descrtte sono usa e getta.
Ogni procedimento di “disinfezione” che circolano in rete (sole, alcol, spray disinfettanti ecc…) sono “fai da te” molto creativi ma non garantiscono ne una corretta disinfezione ne che i materiali usati restino integri come nuovi. Per questo non mi sento assolutamente di consigliarvi queste azioni (quanto meno siate consapevoli delle possibili conseguenze); anche se sono un ambientalista convito e piange il cuore nell’utilizzo di prodotti a perdere e non riciclabili (non vanno nella carta perché possibili infette).
Anche i lavaggi vari portano ad un deterioramento dei materiali.

Tutte le mascherine sopra descritte, qualora non siano “esauste” (perché le avete usate al di sotto del tempo massimo sfruttabili), è bene conservarle in un luogo asciutto e ben protette, per esempio un vasetto di vetro con tappo. Questo perchè la loro esposizione all’aria anche se non indossate le rende comunque “usate”. Ovviamente anche in questo caso, la durata nn è eterna.

Mascherine riutilizzabili e lavabili
Vi sono ora sul mercato alcune mascherine riutilizzabili.
Sono sostanzialmente dei prodotti nuovi, alcuni inventati proprio in questo momento, vuoi per un discorso ecologico, vuoi per venire incontro al problema della semi irreperibilità delle maschere usa e getta certificate. Questi prodotti a mio avviso, che uso in vari campi dpi (dispositivi protezione personale) di ogni tipo da anni, ma anche a dire di medici o addetti all’ambito sanitario, non sono testati per i virus ed in particolare per questo virus.
Del loro potere filtrante o protettivo non se ne sa nulla o poco e solitamente non è dichiarato (non potrebbe). Alcuni sono prodotti da evoluzione di simili che venivano usati in altri settori; mentre tali altri sono prodotti di nuova e creativa progettazione. Certo possono essere a più strati, possono definirsi tecnici per i materiali utilizzati oppure realizzati con stoffe più o meno pesanti, ma offrono un filtro o una reale barriera a particelle (molto piccole) di questo covid ?

Alcuni di queste riusabili sono prodotti in modo tale da inserire all’interno fogli di carta cucina, carta forno, pannolini …. Va bene, la creatività italiana è straordinaria ma rimane la questione sopra ampiamente raccontata.
Avevamo nello scorso articolo indicato come costruire mascherine “fai da te”. Restiamo sempre della stessa opinione: se non trovate prodotti certi ed adeguati va bene più o meno tutto, così come la sciarpa di un tessuto fitto (tipo seta o sintetici).
Io ho risolto con una mascherina di foglio di alluminio come in foto?
Certo che no, era provocatorio.

Suggerisco quindi di usare le protezioni adeguate se possibile.
Domanda: se doveste verniciare a spruzzo (quindi con vapori di diluenti e vernici) la vostra auto, vi mettereste mai una fetta di prosciutto come protezione delle vie aeree? Seriamente, usereste un foglio di carta, una carta forno, o una semplice ffp senza i filtri?

Se la risposta è quella che penso, dovreste avere le idee ben chiare.

Se avete riflessioni o domande chiedete pure sotto attraverso i commenti.

… e che Dio e la Grande Madre ce la mandi buona…
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2 commenti su “Mascherine covid19
facciamo chiarezza

  1. Se tutti mettiamo mascherine altruiste siamo a posto, giusto? Per una sorta di proprietà transitiva: io non infetto te, tu non infetti me, quindi non ci contagiano a vicenda.
    Grazie per le informazioni.

    1. Si Laura, esattamente.
      Le mascherine “altruiste” chirurgiche se indossate da tutti servono proprio per creare una platea di persone che non si contagiano a vicenda.
      Ovviamente resta l fatto che anche con la mascherina bisogna mantenere la distanza di sicurezza che, personalmente, suggerirei di oltre un metro.

      Grazie del tuo passaggio e commento.
      Giovanni

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