450 cinghiali

450 cinghiali

Quando l’uomo ha iniziato ad odiare gli animali?

Editoriale
Domenica, 28 luglio 2019
Ma perchè gli uomini, e, per uomini intendo non troppo il genere umano, ma proprio gli uomini, maschi (perchè non mi risulta vi sia tale accanimento da parte femminile) in questo secolo e nello scorso, ce l’hanno letteralmente “a morte” con gli animali?
Questa domanda in parte mi è già uscita dalla mente alcuni giorni fa durante il montaggio video di questa videonews (Perchè e come la Riserva ha bloccato i lavori dell’Anas per salvaguardare i nidi) ma in questo sabato mattina di fine luglio, ritorna perchè mi imbatto nella locandina (o strillone come lo chiama qualcuno) de La Provincia di Como450 cinghiali già abbattuti sul lago di Como“.

Quattrocentocinquanta è una parola lunghissima, ma non così lunga come probabilmente la scia di sangue che questi animali avranno lasciato a terra e la scia di odio per l’accanimento che l’essere umano soprattutto di genere maschile a lasciato dietro se.

Ho nemici cacciatori, tutt’al più conoscenti, non posso avere amici tra di loro. C’è un abisso di mentalità incolmabile tra noi.
Non fraintendetemi, la caccia in assoluto potrei concepirla, se fosse come quando umano e animale erano su piani diversi si, ma di poco, se questa fosse necessaria per il sostentamento proprio o della famiglia, ma indispensabile. Non posso invece concepire la strage di ogni specie animale che viene perpetrata oggi a suon di doppiette o peggio, armi da guerra nel caso dei bracconieri.

Ma in cosa godì quando spari ad un essere vivente?
Qual’è la vibrazione che senti dentro, sotto la pelle?
Quale eiaculazione potrà mai darti una creatura che davanti ai tuoi occhi stramazza a terra regalandoti magari, pure, il suo ultimo sguardo nei tuoi occhi, il suo ultimo respiro?
Quale? Maschio virile di essere umano!

Ma questo editoriale in realtà partiva da un’altra angolazione; e, non so, se da un punto peggiore o migliore.
Se prima ci si riferiva a un particolare godimento, ora ci si riferisce al sadismo.

Se tempo fa lo sapevano solo gli addetti ai lavori, chi si occupava attivamente di ambiente, ora lo sanno anche i sassi. La storia dei cinghiali compie ormai una trentina d’anni. Trenta, molto più corta di Quattrocentocinquanta.

Prima non c’erano cinghiali, e, questi, non sono caduti giù dall’elicottero come qualcuno (pochi ormai) crede ancora avvenne per le vipere. I cinghiali non fanno e non hanno mai fatto parte di progetti di ripopolamento (sfuggito di mano). I cinghiali… dai, l’ho scritto prima… lo sanno anche i sassi ormai, sono stati inseriti più o meno abusivamente (il confine a volte è border-line) dalla stessa categoria che oggi lo vuole debellare allo scopo di poterli cacciare. Poi sono “sfuggiti di mano”. Ma poi furono debellati. Ma poi furono reintrodotti. E si continua con questo teatrino, dove gli attori sono tanti e vari (pensateci, ragionateci).

Ed allora?
Allora niente come in molte cose italiane.
Niente perchè la gente sa ma non dice.
Niente perchè la gente legge ma poi torna nei propri affari, forse più indignata per un giorno, ma poi dimentica in fretta.
Non cambia nulla perchè in Italia cambia tutto ma nulla nello stesso tempo, ed in Lombardia, beh lasciamo perdere.

Mi fa rabbia però vedere e sentire queste cose.
Mi fa rabbia notare come i quotidiani e la stampa in genere (la locale soprattutto) siano sempre pronti a dare aria a dichiarazioni di persone di un certo livello di notorietà, basta siano politici, amministratori, facenti parti con cariche consiliari di qualche associazione di caccia o di agricoltura o …. ma mai a dar voce a chi lavora e vive di ambiente e Natura.
Perchè i giornali devono sempre essere tendenziosi su questo argomento?
Perchè non parlano mai contro le categorie?
Pensateci, riflettete.

Non ho letto l’articolo, non mi interessa, non è quello il punto, non il mio.
A me è bastato leggere ‘sto strillone che a caratteri cubitali indicava 450 cinghiali abbattuti.
E’ bastato quello per stringermi cuore e stomaco, per vergognarmi come essere umano, per vergognarmi come maschio.

Nel momento in cui pubblico (il giorno dopo) lo stesso quotidiano “gode” nel pubblicare un altro articolo, un’altra foto, a lor detta scattata da automobilisti di passaggio (ma secondo me l’avrà fatta un particolare automobilista di qualche categoria sopra menzionata), e “gode”, nell’indicare la vicinanza delle povere bestie (che stanno solo “pascolando”) ad un famoso Club di alta società della zona. Quasi una sorta di ulteriore cattiveria, di razzismo animale, verso degli esseri che respirano, a cui un cuore batte, ignari di quanta cattiveria intorno a loro.

Quando?
Quando l’uomo ha iniziato ad odiare gli animali?

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One Response to “450 cinghiali”

  1. dreamer ha detto:

    Di tutti gli animali, diceva Mark Twain tanti anni fa, l’uomo è l’unico ad essere crudele: l’unico a infliggere dolore per il piacere di farlo.
    La vera bestia è lui, l’uomo…

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