in Riseva con l’auto si incastra sopra la palude


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l’auto pilotata ed incastrata sulla passerella nella Riserva Naturale Lago di Piano a Carlazzo, lunedì di pasquetta 02 aprile 2018 AGS20180402_0021
richieste di immagini ed acquisto sia per pubblicazioni che per privati ad Archivio Fotografico Giovanni Salici

a Carlazzo percorre una ciclabile e finisce su una passerella di legno nella Riserva Naturale Lago di Piano

Carlazzo, lunedì 2 aprile 2018
Pasqua e pasquetta rendono gli automobilisti folli, e nemmeno una passeggiate nel verde si può definire rilassante.
Mentre giorni fa in Tremezzina si è vista una famiglia inglese, con auto BMW di targa svizzera, “arrampicarsi” in una sorta di fuoristrada imprevisto sulle scalinate che da Ossuccio portano alla Madonna del Soccorso, il giorno di pasquetta, 2 aprile 2018, una forse più bizzarra esibizione viene offerta da una coppia di anziani con la loro Opel utilitaria che, sono riusciti ad infilarsi su una passerella di legno (ovviamente pedonale-ciclabile) all’interno della Riserva Naturale del Lago di Piano.

L’anziano, Massimo Riva, della provincia di Lecco, pur trovandosi poco prima sulla ciclabile sterrata che dal cimitero di Piano di Porlezza porta sino alla sede Casa della Riserva, dopo aver superato un piccolo e stretto ponticello in legno, ha voluto ostinarsi a proseguire nonostante l’evidenza di non essere più su una carreggiabile.

Si è quindi infilato sino a metà di una seconda passerella sopraelevata di circa 70-100 cm dai prati umidi sottostanti (e la riva del lago).
Ad un certo punto, dopo aver strisciato l’auto contro alcuni pali in legno che proteggono le persone da cadute sottostanti, rotto uno specchio, ha capito che non poteva ne andare avanti per uscire (visto sia il restringimento che i massicci pali di legno posti in centro al percorso) ne rischiare di fare una “artistica retromarcia” col rischio di finere con le ruote fuori dal fondo di legno in cui si era infilato “di misura”.


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l’auto pilotata ed incastrata sulla passerella nella Riserva Naturale Lago di Piano a Carlazzo, lunedì di pasquetta 02 aprile 2018 AGS20180402_0030
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Attirati dal tragicomico evento alcuni passanti e turisti che visitavano la Riserva Lago di Piano e gli avventori del vicino ristorante.
L’anziano è riuscito ad uscire dalla vettura nonostante le protezioni del ponticello e lasciare il veicolo ad un “volontario” accorso che, con l’aiuto del personale della Riserva che indicava le manovre di misura, è riuscito in circa 15 minuti a portare in retromarcia l’auto (con la moglie dell’anziano rimasta tutto il tempo in auto), fuori dalla zona a rischio e di nuovo sullo sterrato ciclo-pedonale.

Probabilmente l’autore del fatto si vedrà recapitare una sanzione sia per non aver rispettato la segnaletica, sia per essere entrato in auto in una Riserva Naturale. Fortunatamente, apparentemente, non vi sono danni alla struttura in legno, quindi si risparmierà questo addebito. Di sicuro avrà un discreto lavoro la carrozzeria.

Questi episodi, sebbene buffi, così come quello della Madonna del Soccorso a Ossuccio, non sono purtroppo delle mosche bianche. Lo scorso anno in basso Lario un’auto era finita incastrata in una scalinata a lago tra due case.

Le motivazioni degli “autisti” sono quasi sempre “imputabili” al navigatore (anche se nel caso sopra non sia ben chiaro).

La riflessione è d’obbligo!
Come si può incolpare uno strumento di bordo rispetto ad una evidente mancanza di buon senso (forse di esperienza?) e cognizione da parte di chi guida?
Come si può dare maggiore importanza all’indicazione di uno strumento, di un computer, (smart?) rispetto ai propri occhi che ci accompagnano da una vita?
La faccenda dai risvolti comici potrebbe tramutarsi invece in aspetti drammatici.
La guida è una cosa seria, le disattenzioni sono sempre dietro l’angolo anche nei casi di autisti attenti ed esperti ed è proprio per questo che bisogna essere presenti e concentrati, aiutandosi si con la tecnologia, ma senza affidarsi solo alla medesima. L’istinto è uno dei doni più preziosi dell’essere umano (animale) che spesso però non è più considerato.
Il caso del pedone investito dall’auto senza conducente (in USA la settimana scorsa) è emblematico.
In realtà l’auto non era sprovvista di conducente, anzi, a bordo del mezzo proprio per supervisionare l’esperimento vi era un autista. E cosa stava facendo? Era forse preso da qualche socal col suo immancabile “smartphone”?

Eventi e quesiti di una società moderna che si sta “evolvendo” ad una velocità che non è la propria ma quella delle macchine.

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