un gabbiano bellissimo

Menaggio, domanica 23 maggio 2010 h quasi 24.00 ed oltre

un gabbiano bellissimo

Quando sono entrato in quell’edificio dall’inconfondibile sagoma a tre volumi, con rivestimenti di mattoni rossi ai volumi esterni e la facciata principale che si elevava poco sopra gli scalini, avevo già la sensazione di entrare in un mondo di energia e di istruzione che sarebbe stata importante, per me. Da mesi si parlava tra noi amici di andarci una domenica, poi per ragioni diverse di ognuno si era sempre rimandato. Probabilmente questa prima domenica calda dopo un lungo inverno era la predestinata al grande evento.
Ad attenderci c’era Paolo Lietti e più tardi anche il fratello Angelo. Due persone più che ospitali e caratterizzate da una grande passione per quello che fanno.
Varcata la soglia ed inoltrato dopo l’atrio mi son trovato nella prima sala che ospita raccolte di fossili, minerali, insetti, farfalle, coleotteri …
Ogni tanto mentre li osservavo con attenzione l’occhio cadeva sulla lama di luce che proveniva da altre stanze; cercando di non distrarmi troppo ho atteso ancora osservando dei fossili provenienti dalla pianura Padana che avevano dell’incredibile, ritrovamenti di ossa di elefanti ottimamente conservate, poco più in là minerali e cristalli. Ma l’occhio ricadeva di nuovo sulle stanze vicine dove si intravedevano sagome che erano solo la presentazione di una raccolta veramente numerosa oltre che interessante.

Appena entrato in quelle stanze sono stato avvolto dallo splendore di ali, immobili fermate nel tempo da un prezioso lavoro di conservazione.
Le sale custodivano uccelli di molte specie, sapientemente imbalsamati, e, non per questo meno meravigliosi di quelli che si librano nell’aria.
Ve n’erano di ogni genere, passeriformi, anatidi, ciconiformi, rapaci diurni e notturni e tantissimi altri.
Ho passato tutto il pomeriggio a osservarli stupefatto, cercando di capire le differenze che di solito sono difficili da evidenziare nell’ animale vivo e distante. Ho visto i pulcinella di mare, le sule, le urie, che mi hanno ricordato il grande viaggio al Nord del 1999.
Ma quando sono arrivato davanti ai gabbiani ed ho visto da vicino le sfumature delle piume, i capi, i becchi, e, la dimensione di quel gabbiano glauco, al di là dell’emozione inaspettata quasi da perdersi, sono stato avvolto da una certezza e dalla conferma che quello era (o meglio è) il mio mondo!
In questi anni che passano veloci sto dedicando buona parte della mia vita alla vita animale, la vita degli uccelli. Questo è il mio mondo e questa è strada che devo seguire, una delle poche certezze.
Non so dove andrò, dove mi porterà, non so che traguardo raggiungerò, quanto ci metterò e quanto tempo avrò a disposizione ma al di là di qualsiasi cosa, so che vale la pena di imparare quei segreti che stanno a metà strada tra lo sguardo di un uccello ed il suo sbatter d’ali che lo porta in alto, lontano.

Un ringraziamento ai fratelli Lietti, appassionati curatori del Museo Civico di Lentate sul Seveso; ed al mio amico Vincenzo Perin, preparato conoscitore della natura che mi ha fatto portato in questo insolito posto sparso nella Brianza.

© Giovanni Salici
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Tutti i diritti sono dell’autore

Immagini relative alle sale del Museo Civico di Lentate sul Seveso, Brianza, Lombardia, Italia;
richieste di immagini ad Archivio Fotografico Giovanni Salici

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One Response to “un gabbiano bellissimo”

  1. […] vedi anche l’articolo sul Museo Civico di Lentate […]

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